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RUSSIA
20.02.2021 - 20:330
Aggiornamento : 21.02.2021 - 08:12

Navalny perde l'appello e resta in carcere

Al rivale numero uno di Putin non sono bastate le pressioni internazionali.

La pena da scontare è però stata ridotta da due anni e otto mesi a due anni e sei mesi.

MOSCA - Alexey Navalny resta dietro le sbarre. Non sono bastate le pressioni internazionali e neanche la richiesta della Corte Europea dei diritti dell'Uomo per liberare l'oppositore russo. La corte d'appello ha confermato la sentenza con la quale a inizio mese il rivale numero uno del presidente russo Vladimir Putin si è visto revocare la sospensione condizionale di una pena che risale a sei anni fa ed è così finito in galera per una vecchia e controversa condanna. Il giudice ha concesso al dissidente solo un piccolo sconto sul periodo da passare in carcere, ridotto da due anni e 8 mesi a due anni e 6 mesi.

«Hanno accorciato la condanna di un mese e mezzo. Bene!», ha commentato con sarcasmo Navalny, che in tribunale ha dichiarato di non avere rimpianti per aver fatto ritorno in Russia nonostante su di lui si sia subito abbattuta una pioggia di guai giudiziari che molti ritengono di matrice politica.

L'oppositore ha spiegato la sua posizione tirando in ballo la Bibbia e Harry Potter. «La Bibbia dice: "Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia perché saranno saziati". Non rimpiango di essere tornato», ha affermato Navalny, arrestato non appena ha rimesso piede in Russia dalla Germania, dove era stato curato dopo un presunto avvelenamento per il quale i principali indiziati sono il Cremlino e i suoi 007. Poi l'oppositore ha paragonato Putin a Lord Voldemort, il principale antagonista di Harry Potter, dicendo che resisterà ai suoi tentativi di farlo sentire solo e isolato.

Navalny ha più volte messo in difficoltà il Cremlino con video-inchieste anticorruzione e proteste antigovernative. Adesso è in carcere con l'accusa di aver violato i termini della libertà provvisoria non presentandosi davanti al giudice di sorveglianza a Mosca nei mesi scorsi. In quel periodo il dissidente si stava curando a Berlino, ma questo non ha impedito alle autorità russe di sbatterlo in galera riesumando una vecchia condanna del 2014 peraltro bocciata da Strasburgo. «Il mondo intero sa dov'ero», ha detto inutilmente Navalny al giudice.

L'oppositore ha anche altre grane con la giustizia e oggi è rimasto nella stessa aula di tribunale per un altro processo. Anche in questo caso è arrivata puntuale la condanna e a Navalny è stata inflitta una multa equivalente a circa 10.300 franchi per aver "diffamato" un anziano veterano della seconda guerra mondiale. Tutto è nato da un tweet nel quale il dissidente si è scagliato contro un video filo-Cremlino. Il filmato promuoveva la riforma che ha cancellato il limite di due mandati presidenziali consecutivi per Putin, e Navalny ha chiamato "traditori" tutti quelli che vi hanno partecipato. Tra loro però c'era anche un veterano di 94 anni.

Offendere una persona che ha combattuto contro gli invasori nazisti è considerato inaccettabile in Russia e secondo Navalny il processo è una mossa delle autorità per metterlo in cattiva luce anche se le sue parole non erano rivolte direttamente al veterano.

A preoccupare di più è però ovviamente la carcerazione di Navalny, che molti pensano sia voluta da Putin per mettere a tacere il principale trascinatore delle proteste antigovernative e che potrebbe costare alla Russia nuove sanzioni. I ministri degli Esteri Ue ne discuteranno lunedì. Il Cremlino intanto continua a negare di essere coinvolto nei guai giudiziari dell'oppositore. "Non è assolutamente affar nostro", ha detto il portavoce di Putin rispondendo a una domanda sul futuro politico di Navalny. Ma sono in tanti a dubitarne.

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