keystone-sda.ch / STF (Vincent Yu)
CINA
20.06.2020 - 21:190

La Cina creerà un'agenzia di sicurezza a Hong Kong

Pechino dice che «servirà per garantire l'ordine», ma c'è chi teme si tratti di una stretta autoritaria

PECHINO - Per Pechino è un passo necessario per mettere fine ai disordini, sradicare le proteste antigovernative che vanno avanti da un anno e ripristinare la stabilità a Hong Kong. Per gli oppositori nell'ex protettorato britannico e per molti osservatori nella comunità internazionale è invece un modo per imbavagliare il dissenso e per minare la residua autonomia dell'isola.

Emergono i primi dettagli della contestata legge anti-sedizione voluta dalla Cina per il suo territorio autonomo e ormai in dirittura d'arrivo: il governo centrale di Pechino, in base al progetto di cui l'agenzia statale Xinhua ha diffuso un riassunto, istituirà a Hong Kong un'agenzia incaricata di «sorvegliare, guidare, coordinare e sostenere» il mantenimento della sicurezza. E se le leggi locali saranno in conflitto con le disposizioni della futura legislazione per la sicurezza, quest'ultima avrà la precedenza, e il potere di interpretazione spetterà a Pechino.

L'obiettivo dichiarato è colpire «il separatismo, la sovversione, il terrorismo e la collusione con forze straniere», ma secondo i critici la legge sarà usata contro le persone che si oppongono al governo e per minare le libertà e l'autonomia, tra cui l'indipendenza legislativa e giudiziaria e la libertà di parola, concesse da Pechino fino al 2047. Prerogative garantite dall'accordo "Un paese, due sistemi" sancito nel 1997, quando la Gran Bretagna restituì il territorio alla Cina.

Gli attivisti pro-democrazia hanno reagito con sgomento a queste anticipazioni. Per il magnate dei media Jimmy Lai, citato dal Guardian, «l'agenzia di sicurezza nazionale sarà una spada di Damocle sulla nostra testa».

Secondo Alvin Yeung, deputato di opposizione di Hong Kong, è «la mano di Pechino» che si allunga sulla città e i dettagli su ciò che costituirà un crimine sono "molto vaghi - riporta l'Afp -, il che è ovviamente estremamente preoccupante". Joshua Wong, attivista ed ex leader della protesta, ha dunque invitato la comunità internazionale "a stare con Hong Kong e a esortare la Cina perché ritiri questa legge malvagia".

Il progetto è stato pubblicato alla fine di una riunione dell'assemblea legislativa cinese, il Comitato permanente del Congresso nazionale del popolo, incaricato di scrivere la nuova norma. La legge, contro cui nelle scorse settimane si è scagliato anche il segretario di Stato americano Mike Pompeo, dovrebbe essere approvata definitivamente entro i prossimi mesi, prima delle elezioni del consiglio legislativo a Hong Kong in agenda a settembre.

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