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CITTÀ DEL VATICANO
12.04.2020 - 13:240

«Per molti è una Pasqua di solitudine, vissuta tra lutti e disagi»

Papa Francesco ha invitato i fedeli a mostrare solidarietà e mettere da parte l'egoismo

ROMA - «Come una fiamma nuova, la buona notizia della resurrezione si è accesa nella notte», ha detto il papa nel messaggio "Urbi et Orbi" (alla città di Roma e al mondo): "«La notte di un mondo già alle prese con sfide epocali ed ora oppresso dalla pandemia, che mette a dura prova la nostra grande famiglia umana. In questa notte è risuonata la voce della Chiesa: Cristo, mia speranza, è risorto».

Per Francesco, «la risurrezione di Cristo è la vittoria dell'amore sulla radice del male, una vittoria che non scavalca la sofferenza e la morte, ma le attraversa aprendo una strada nell'abisso, trasformando il male in bene: marchio esclusivo del potere di Dio». E a Cristo risorto «volgiamo il nostro sguardo perché sani le ferite dell'umanità afflitta».

Il Papa ha incoraggiato «quanti hanno responsabilità politiche ad adoperarsi attivamente in favore del bene comune dei cittadini, fornendo i mezzi e gli strumenti necessari per consentire a tutti di condurre una vita dignitosa e favorire, quando le circostanze lo permetteranno, la ripresa delle consuete attività quotidiane».

In considerazione delle circostanze, il Pontefice ha chiesto inoltre che «si allentino le sanzioni internazionali che inibiscono la possibilità dei Paesi che ne sono destinatari di fornire adeguato sostegno ai propri cittadini e si mettano in condizione tutti gli Stati di fare fronte alle maggiori necessità del momento, riducendo, se non addirittura condonando, il debito che grava sui bilanci di quelli più poveri».

«Oggi l'Unione europea ha di fronte a sé una sfida epocale, dalla quale dipenderà non solo il suo futuro, ma quello del mondo intero. Non si perda l'occasione di dare ulteriore prova di solidarietà, anche ricorrendo a soluzioni innovative». «L'alternativa - ha detto Francesco - è solo l'egoismo degli interessi particolari e la tentazione di un ritorno al passato, con il rischio di mettere a dura prova la convivenza pacifica e lo sviluppo delle prossime generazioni».

«Non è questo il tempo delle divisioni. Cristo nostra pace illumini quanti hanno responsabilità nei conflitti, perché abbiano il coraggio di aderire all'appello per un cessate il fuoco globale e immediato in tutti gli angoli del mondo».

Papa Francesco ha rivolto uno sguardo verso tutti: «Per molti è una Pasqua di solitudine, vissuta tra i lutti e i tanti disagi che la pandemia sta provocando, dalle sofferenze fisiche ai problemi economici. Il mio pensiero quest'oggi va soprattutto a quanti sono stati colpiti direttamente dal coronavirus: ai malati, a coloro che sono morti e ai familiari che piangono per la scomparsa dei loro cari, ai quali a volte non sono riusciti a dare neanche l'estremo saluto».

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