Keystone
MONDO
20.03.2020 - 00:040
Aggiornamento : 08:07

Quei rimedi per il Covid-19 che funzionano ma...

Dall'antimalarico all'antifluenzale made in Japan, ci sono e sono incoraggianti, ma hanno le loro controindicazioni.

PARIGI/TOKYO - Visto che per una cura ad hoc sarà necessario aspettare ancora parecchio, i medici alle prese da settimane con il coronavirus stanno sperimentando diverse soluzioni più o meno innovative con risultati anche sorprendenti. Due in particolare si sono distinte per efficacia anche se, per ora, il loro uso è confinato a un numero limitato di casi.

Il farmaco per la malaria che "azzera" il Covid-19 - Utilizzato per la prima volta in Cina, poi in Corea del Sud e infine anche in Europa il medicamento che viene di solito impiegato per trattare la malaria, l'idrossiclorochina, è il soggetto di un recente studio francese che ne testimonia l'efficacia.

Stando ai ricercatori il suo utilizzo, nel 75% dei casi, è stato in grado di cancellare tutte le tracce del virus in sei giorni, quando la carica virale media è di circa 20 giorni. Il farmaco, riporta l'articolo pubblicato sull'International Journal of Antimicrobial Agents e ripreso da Le Figaro, va somministrato in combinazione con gli antibiotici contro la polmonite.

Sebbene si tratti di buone nuove non mancano i dubbi: il primo è che lo studio riguarda un numero limitato di casi (24) e il secondo è che l'idrossiclorochina - anche se è un farmaco di uso relativamente comune - può avere problemi d'interazione con altri farmaci comunemente usati nelle terapie intensive e, se mal dosato, può avere effetti collaterali anche gravi.

L'antinfluenzale giapponese dall'efficacia sorprendente - Prodotto in Giappone per trattare l'influenza il Favipiravir (realizzato dalla sussidiaria di Fujifilm Toyama Chemical) si è dimostrato un inatteso quanto efficace alleato dei medici per la lotta al coronavirus.

I primi a testarne l'uso sono stati i dottori cinesi che lo hanno usato sul campo a Wuhan e Shenzen (per un totale di 340 pazienti) con risultati incoraggianti. Oltre a essere estremamente sicuro, il farmaco è riuscito a far sparire la carica virale in 4 giorni di media.

La scoperta ha portato le azioni di Toyama Chemical a impennare con un +14,7% nella giornata di giovedì. Il Favipiravir è utilizzato ora anche in Giappone.

A frenare l'entusiasmo ci ha pensato però il ministro degli Esteri giapponese, che ha reso pubblici i risultati dalla sperimentazione: «Lo abbiamo somministrato a un'ottantina di pazienti, e purtroppo non funziona così bene nei casi più gravi, quando il virus si è già moltiplicato».

Altro problema: come riporta il Guardian, la produzione su larga scala del Favipiravir necessita il nullaosta governativo, che potrebbe arrivare all'incirca per maggio. Ma solo se i risultati dello studio verranno provati.

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