Keystone
L'aula della Camera dei Deputati a Montecitorio
ITALIA
09.03.2020 - 10:580
Aggiornamento : 11:15

Deputati dimezzati e solo del centro-sud al Parlamento italiano

Maggioranza e opposizione lavorano a un'intesa per ridurre il rischio di contagio da coronavirus.

ROMA - In Svizzera, l'Ufficio del Consiglio Nazionale responsabile delle procedure parlamentari si riunirà oggi alle 13 per votare una mozione UDC che chiede l'interruzione almeno fino a lunedì della sessione primaverile in corso in considerazione dell'emergenza coronavirus. Il motivo: nell'aula della camera bassa si riuniscono 200 deputati, un numero che non consentirebbe di mantenere un'adeguata distanza tra le persone e supera di 50 unità il limite per il quale non è richiesta un'autorizzazione imposto agli eventi.

In Italia, secondo Paese al mondo per contagi, il Parlamento di Roma va invece verso un'altra soluzione. Maggioranza e opposizione lavorano infatti alla Camera dei deputati per un accordo informale per ridurre il numero di parlamentari che saranno in aula mercoledì, quando si voterà sullo scostamento dal pareggio di bilancio. I gruppi, apprende l'agenzia Ansa da fonti di maggioranza, ridurrebbero proporzionalmente le loro presenze facendo arrivare in aula 350 deputati, tutti del Centro e del Sud, che voterebbero la risoluzione (per l'ok serve la maggioranza assoluta, 315 sì). La votazione si prolungherebbe per 15 minuti per fare stare in Aula contemporaneamente meno deputati possibile.

Benché anche nel Meridione e nel Centro Italia si registrino casi di Covid-19, la regione più colpita rimane la Lombardia e 14 province venete, emiliano-romagnole e piemontesi. 

Alla Camera dei deputati siedono normalmente 630 parlamentari. Al Senato della Repubblica 315 (elettivi, cui si aggiungo i senatori a vita). La riduzione volontaria causa coronavirus sarebbe una sorta di anteprima della riforma che prevede la riduzione dei parlamentari da 945 a 600 (400 alla Camera e 200 al Senato). Il referendum confermativo che dovrebbe permetterne l'entrata in vigore era previsto per il 29 marzo prossimo, ma giovedì scorso è stato rinviato a data da destinarsi proprio a causa dell'epidemia di SARS-CoV-2.

 

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