keystone-sda.ch (Liang Xiaopeng)
Un giornalista cinese ritiene che la Cina abbia cambiato il modo di considerare quelli che sono i casi di coronavirus confermati.
CINA
12.02.2020 - 16:560

La Cina ha cambiato il modo di definire i casi confermati di coronavirus?

Lo scopo, denuncia un giornalista, è di abbassare le cifre dei casi

PECHINO - «Sembra che la Chinese National Health Commission il 7 febbraio abbia deciso di considerare casi di coronavirus confermati solo quelli che risultano positivi al test e hanno sintomi» e non più anche quelli positivi al test ma asintomatici. Ad affermarlo è il virologo Roberto Burioni sul proprio sito MedicalFacts, dove pubblica un tweet del giornalista cinese Alex Lam che rende nota la decisione che la Commissione cinese avrebbe preso.

La «Chinese national health commission - scrive Lam - ha cambiato la definizione di 'caso confermato di Wuhan coronavirus' nelle ultime linee guida datate 7 febbraio. I pazienti risultati positivi per il virus ma che non hanno sintomi non saranno più considerati casi confermati. Questo - denuncia Lang - inevitabilmente abbasserà i numeri» dell'epidemia.

In un altro tweet, Lam spiega che nel «testo originale si legge 'se pazienti infetti asintomatici' cominciano a mostrare segni clinici, rivedere la loro categorizzazione come 'caso confermato'. Ciò implica che essi non sono messi in conto prima che i sintomi compaiano». E ancora: «Le nuove regole - scrive Lam sempre su Twitter - ha spinto le province cinesi a cercare casi che possono essere dedotti dal numero totale dei casi confermati. La provincia di Heilongjiang ha dedotto 13 casi dal proprio conteggio riferendosi alla nuova definizione. La provincia di Hubei ha dedotto 87 casi ma le autorità non hanno spiegato il perché».

Lam ricorda come la definizione di caso positivo secondo l'Organizzazione mondiale della sanità sia invece quella di una persona con positività al coronavirus confermata in laboratorio indipendentemente da segni clinici e sintomi.

Il numero dei casi di coronavirus, sottolinea inoltre Burioni, «sembrava salire con meno intensità negli ultimi giorni. Purtroppo, però, esiste la possibilità che questo calo derivi da una sconcertante decisione della Cina: considerare casi confermati solo quelli che risultano positivi al test e hanno sintomi. In altre parole, chi ha il test positivo, ma non ha sintomi, non rientra nel conto. Io non so dirvi se è vero, perché non conosco il cinese, ma la direttiva - scrive - sarebbe stata emessa il 7 febbraio, come si può leggere in questo tweet» di Alex Lam.

«Parliamoci chiaro, contare i casi in questo modo ha un nome ben preciso: barare. Spero che non sia vero e spero che nel malaugurato caso fosse vero - conclude Burioni - l'Organizzazione Mondiale della Sanità non consenta questo comportamento».

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