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Lo scenario peggiore di diffusione del coronavirus prevede 190mila casi nella sola Wuhan.
CINA
31.01.2020 - 11:440
Aggiornamento : 11:59

Coronavirus, possibili fino a 190mila casi a Wuhan

È lo scenario peggiore dell'evoluzione dell'epidemia, reso noto dalla rivista Nature

di Redazione
Ats Ans
di Simone Re
Giornalista

PECHINO - Da 39'000 a 190'000 casi nella zona di Wuhan, la grande città della Cina orientale dalla quale in dicembre è partita l'epidemia da coronavirus 2019-nCoV: sono questi i due principali scenari sull'evoluzione dell'epidemia, fra i primi finora elaborati e per questo relativi esclusivamente a Wuhan, resi noti dalla rivista Nature sul suo sito.

La forbice che li separata è notevole e si deve alla differenza nei dati relativi al comportamento del virus, come quelli sui tempi d'incubazione e soprattutto sul tasso di diffusione.

Ottimista - Lo scenario più ottimista è quello pubblicato dal MobsLab e coordinato dall'italiano Alessandro Vespignani, della Fondazione Isi di Torino e della Northeastern University di Boston. Si basa sulla considerazione di tre aree: la città di Wuhan con 10 milioni di abitanti, dove i casi potrebbero essere più di 13'200 (fra 9'800 e 17'600); nell'area metropolitana con 20 milioni di abitanti i casi potrebbero essere 26'200 (fra 19'200 e 34'800) e la provincia con 30 milioni di abitanti, dove i casi potrebbero essere in media 39'200 (da 28'600 a 52'000). I ricercatori rilevano comunque che «c'è probabilmente un grande numero di casi non diagnosticati» e che «è importante sottolineare che la mancanza di dati dettagliati sull'epidemia del virus 2019-nCoV rende i modelli molto soggetti alle assunzioni e alle limitazioni circa i dati e i parametri sui quali si basano».

Pessimista - Lo scenario più pessimista si deve al gruppo di ricerca coordinato da Jonathan M. Read, dell'Università britannica di Lancaster ed è pubblicato sul sito MedRxiv, che raccoglie articoli che non hanno ancora superato l'esame della comunità scientifica. I ricercatori partono dalla considerazione che il numero delle infezioni sia decisamente maggiore a quello finora osservato e che il tasso di diffusione del nuovo coronavirus, stimato attualmente fra 1,5 e 3,5, sia più alto, compreso fra 3,6 3 4,0: di conseguenza i casi potrebbero aumentare a 190'00 solo nell'area di Wuhan.

Guariti ma ancora a rischio - Secondo i medici, il fatto di essere guariti dal coronavirus non garantisce inoltre di essere al riparo da un nuovo contagio. In un punto stampa venerdì, il numero uno del reparto malattie infettive dell’Ospedale dell’amicizia sino-giapponese di Pechino - riferisce il South China Morning Post - ha invitato i pazienti che si sono ripresi dalla malattia a evitare i luoghi molto affollati.  L’immunità garantita dagli anticorpi potrebbe avere «breve durata», esponendo a nuovi rischi.

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