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11 soldati Usa sono rimasti feriti nel corso dell'attacco iraniano dell'8 gennaio.
IRAQ
17.01.2020 - 07:300
Aggiornamento : 08:39

11 soldati Usa sono rimasti feriti nell'attacco iraniano

La coalizione anti-Isis contraddice le affermazioni del Pentagono e di Trump

di Redazione
Ats Ans

WASHINGTON - Undici soldati americani sono stati ricoverati in ospedale dopo avere accusato sintomi di commozione cerebrale ad alcuni giorni dall'attacco missilistico iraniano alla base irachena di Al-Asad.

Lo ha confermato alla Cnn il capitano Bill Urban, portavoce del comando centrale degli Stati Uniti, che sovrintende alle truppe in Medio Oriente. La notizia era già stata annunciata nella notte in un comunicato della coalizione anti-Isis. Il Pentagono, all'indomani dell'attacco, aveva affermato che vi erano stati danni alle strutture ma non alle persone.

«I sintomi sono emersi alcuni giorni dopo il fatto e sono stati trattati con abbondante cautela», ha precisato Urban interpellato dalla Cnn sulla discrepanza dalle prime informazioni fornite dal Pentagono.

Era stata inizialmente la coalizione anti-Isis a dichiarare in una nota che «mentre nessun membro del servizio americano è stato ucciso nell'attacco iraniano dell'8 gennaio alla base aerea di Al Asad, molti sono stati curati per sintomi di commozione cerebrale dall'esplosione e sono ancora in fase di valutazione».

Il portavoce del Pentagono ha poi precisato che otto persone sono state trasportate al Landstuhl Regional Medical Center in Germania e tre sono state inviate a Camp Arifjan in Kuwait per «accertamenti». «La procedura standard prevede che tutto il personale presente sul luogo di una esplosione venga sottoposto a screening per lesioni cerebrali traumatiche e, se è il caso, viene sottoposto ad un livello di assistenza più elevato», ha detto. «Tutti i soldati nelle immediate vicinanze dell'esplosione sono stati visitati e valutati secondo la procedura standard, secondo il Dipartimento della Difesa. Se saranno ritenuti idonei al servizio dopo lo screening, torneranno in Iraq».

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