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«Non c'è stata alcuna decisione di lasciare l'Iraq. Punto» (Foto d'archivio)
STATI UNITI
07.01.2020 - 07:450
Aggiornamento : 08:33

Il capo del Pentagono: «Non c'è alcun piano di ritiro dall'Iraq»

Mark Esper smentisce il contenuto di una lettera interna. Sarebbe stata una bozza. L'Iraq chiede all'Onu di condannare il raid americano contro Soleimani

di Redazione
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WASHINGTON - Il capo del Pentagono, Mark Esper, ha affermato che gli Stati Uniti non pianificano di ritirarsi dall'Iraq. «Non c'è stata assolutamente alcuna decisione di lasciare l'Iraq», ha dichiarato Esper, rispondendo ai cronisti in merito ad una lettera citata da alcuni media in cui si parla di ritiro. «Non so cosa sia quella lettera. Stiamo cercando di capire da dove venga, cosa sia, ma non c'è stata alcuna decisione di lasciare l'Iraq. Punto».

Un generale statunitense ha poi spiegato che la lettera in cui si parla di ritiro degli Stati Uniti dall'Iraq era una bozza non firmata e mal formulata che mirava a sottolineare l'aumentato livello del movimento di truppe, ma che non doveva essere inviata.

Secondo il capo del comando interforze Mark Milley, «è stato un errore di McKenzie», ovvero il comandante del Comando centrale degli Stati Uniti, generale Frank McKenzie. «Non doveva essere inviata».

In seguito all'uccisione a Baghdad del generale iraniano Qasem Soleimani da parte degli Stati Uniti, il parlamento iracheno ha votato a favore dell'espulsione delle forze armate americane dal Paese.

L'Iraq: «Il Consiglio di sicurezza dell'Onu condanni il raid» - Lunedì, l'Iraq ha chiesto in una lettera all'Onu che il Consiglio di sicurezza condanni il raid con cui venerdì scorso gli Stati Uniti hanno ucciso all'aeroporto di Baghdad il generale iraniano Qasem Soleimani e il suo vice Abou Mehdi al-Mouhandis, affinché «la legge della giungla» non domini le relazioni internazionali.

L'operazione americana, si legge nella missiva dell'ambasciatore iracheno alle Nazioni Unite, «rappresenta una aggressione contro il popolo e il governo dell'Iraq, una violazione flagrante delle condizioni legate alla presenza delle forze americane in Iraq e una escalation pericolosa che potrebbe condurre a una guerra devastatrice in Iraq, nella regione e nel mondo».

Baghdad chiede al Consiglio di sicurezza di «adempiere alle sue responsabilità e di vigilare in modo tale che siano chiamati a rispondere coloro che commettono tali violazioni, che non violano solo i diritti umani ma anche il diritto internazionale, facendo prevalere la legge della giungla in seno alla comunità internazionale».

Il Pentagono prepara l'invio di sei bombardieri nel Pacifico - Il Pentagono sta pianificando di dispiegare sei bombardieri B-52 nel territorio britannico di Diego Garcia nell'Oceano indiano, a disposizione per operazioni contro l'Iran, nel caso fossero decise. Lo riferisce la Cnn, citando ufficiali statunitensi.

 


 
 

Commenti
 
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miba 1 anno fa su tio
......e l'assassinio di Soleimani è un ulteriore pretesto per non scrostarsi più....
Mat78 1 anno fa su tio
Della serie "chi se ne frega di cosa decide democraticamente l'Iraq"... Ma non erano gli USA che esportavano democrazia con i container?
Asdo 1 anno fa su tio
L'Iraq ha chiesto ufficialmente che se ne vadano. Il fatto che stiano rifiutando direttamente dice già tutto
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