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ITALIA
10.12.2019 - 20:410

Barriere fonoassorbenti non a norma

Altre accuse alla società italiana Autostrade a seguito dell'indagine sul crollo del Ponte Morandi

di Redazione

GENOVA - Altre accuse alla società italiana Autostrade, questa volta in materia di sicurezza delle barriere fonoassorbenti. La guardia di finanza ha perquisito gli uffici di Aspi (Autostrade per l'Italia) e Spea (Società progettazioni edili autostradali). Il pubblico ministero Walter Cotugno di Genova ha indagato cinque persone, tra cui i tre ex manager Michele Donferri Mitelli, Paolo Berti e Antonino Galatà (tutti già indagati anche nell'ambito dell'inchiesta sul ponte Morandi).

Secondo gli investigatori, le barriere integrate modello Integautos potrebbero non essere state a norma. I militari del primo gruppo, agli ordini del colonnello Ivan Bixio, hanno acquisito documenti cartacei e file sui progetti e sul materiale usato per la realizzazione degli stessi. L'accusa è di frode in pubbliche forniture e attentato alla sicurezza dei trasporti.

Gli inquirenti hanno scoperto, indagando proprio sulla tragedia del 14 agosto 2018 in cui persero la vita 43 persone, che alcuni pannelli si sarebbero inclinati, soprattutto in A12, mettendo a rischio la sicurezza degli automobilisti. Per questo sono stati presi i progetti, relazioni di calcolo, collaudi, omologazione dei materiali ma anche documenti amministrativo-contabili come l'inquadramento economico e contrattuale.

Nel frattempo, lo scorso 4 dicembre i concessionari che in Liguria gestiscono tratti autostradali sono stati convocati dal ministero delle Infrastrutture. Gli ispettori ministeriali hanno chiesto di rispondere su verifiche straordinarie sui viadotti. L'incontro è avvenuto nell'ufficio ispettivo territoriale di Genova. Alla riunione ogni concessionaria doveva presentare una relazione con mappatura di tutti i viadotti di loro competenza. Nella scheda è stato chiesto di dare «la valutazione del grado di ammaloramento, la tabella riepilogativa di tutti i viadotti ordinati in modo decrescente in base a indici e voti di ammaloramento, l'individuazione delle opere che, secondo il concessionario, assumono la massima priorità di intervento». Esaminati gli atti sono scattate visite ispettive straordinarie per accertare le condizioni in cui versano i viadotti.

Due settimane fa la procura di Genova aveva sollecitato Aspi a chiudere i viadotti Fado e Pecetti, in A26, dopo avere constatato un elevato grado di degrado. La società aveva poi riaperto una corsia, mentre effettuava i rilievi. Dopo dieci giorni, i viadotti sono stati completamente riaperti perché i test di carico sono risultati positivi.

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