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Lula si trovava in prigione dall'aprile 2018: era stato condannato per corruzione e riciclaggio.
BRASILE
09.11.2019 - 08:390
Aggiornamento : 13:15

Lula lascia la prigione

La scarcerazione dell'ex presidente è stata decisa dalla Corte suprema: «Un imputato può essere privato della libertà solo dopo aver esaurito tutti i ricorsi possibili»

BRASILIA - L'ex presidente del Brasile Luiz Inacio Lula da Silva ha lasciato la Soprintendenza della polizia federale a Curitiba, dove era detenuto dall'aprile 2018 in seguito a una condanna per corruzione e riciclaggio. La sua scarcerazione avviene dopo la decisione della Corte suprema secondo la quale un imputato può essere privato della libertà solo dopo aver esaurito tutti i ricorsi possibili.

La sinistra mondiale esulta - La sinistra mondiale celebra il rilascio ieri sera dell'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, dopo un anno e mezzo di detenzione e in attesa della sentenza definitiva. Numerosi i messaggi via Twitter, da quelli dei leader latinoamericani a quelli dell'ex presidente socialista francese François Hollande fino al candidato democratico alla Casa Bianca Bernie Sanders.

Il presidente eletto dell'Argentina, Alberto Fernandez, ha salutato «il coraggio» e «l'integrità» con cui Lula «ha affrontato questa persecuzione», mentre il leader cubano Miguel Diaz-Canel parla di «trionfo dei popoli, della solidarietà, della verità». Il rilascio di Lula è «una grande emozione», anche per il presidente venezuelano Nicolas Maduro che in un intervento tv ha definito l'ex capo dello Stato brasiliano «grande leader del Brasile, dell'America Latina e dei Caraibi».

«Il posto di Lula non era in prigione. Gli è stata restituita la libertà, so che la metterà al servizio del Brasile», ha twittato Hollande, mentre il leader laburista britannico Jeremy Corbyn ha sottolineato come la sua detenzione fosse «ingiusta e sbagliata». Per Sanders «da presidente, Lula ha fatto più di chiunque altro per diminuire la povertà in Brasile e difendere i lavoratori».

Tweet di congratulazioni sono arrivati anche dai Nobel per la pace, l'indiano Kailash Satyarthi e l'argentino Adolfo Pérez Esquivel.

Bolsonaro: «La canaglia è libera» - «Non diamo munizioni munizioni alla canaglia, che è momentaneamente libera ma è colpevole». Lo scrive su Twitter il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, riferendosi senza nominarlo all'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, rilasciato dopo un anno e mezzo di detenzione.

Bolsonaro si è rivolto agli «amanti della libertà e del bene», sostenendo che «siamo la maggioranza e non possiamo commettere errori» e invitando tutti all'unità sotto un unico capo.

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