MSF France
YEMEN
07.11.2019 - 16:310

Ospedale parzialmente distrutto da un attacco: «Avrebbe potuto essere una carneficina»

Medici Senza Frontiere denuncia: «Al momento la popolazione locale resta senza cure spesso vitali»

MOCHA - Solo martedì, l’accordo firmato dalle parti in guerra a Riad lasciava intravedere uno spiraglio di speranza per una soluzione del conflitto che dal 2015 dilania lo Yemen. Sul terreno, però, le atrocità ad esso collegate sono tutt’altro che terminate.

Ieri sera, un ospedale gestito da Medici Senza Frontiere nella città di Mocha, nel sud-ovest del paese, è stato parzialmente distrutto a seguito di un attacco, denuncia l’organizzazione umanitaria in un comunicato. Al momento del raid, nella struttura si trovavano circa 30 pazienti e 25 membri dello staff ospedaliero. 

Nessuno è rimasto ucciso, ma le esplosioni e l’incendio seguiti al bombardamento aereo - che aveva come obiettivo un vicino deposito militare - hanno distrutto la farmacia e gli uffici del nosocomio. I danni ad alcuni locali tecnici sono invece ancora in corso di valutazione.  

Medici Senza Frontiere ricorda che tutte le parti coinvolte nel conflitto devono prendere tutte le misure necessarie per evitare di colpire strutture medico-ospedaliere. La posizione di quella di Mocha era stata comunicata fin dalla sua apertura nel 2018.

«Per caso nessuno è rimasto ferito in questo attacco, ma avrebbe potuto essere una carneficina», lamenta Caroline Seguin, responsabile dei programmi in Yemen. «Mentre l’ospedale è fuori uso, la popolazione della zona resta al momento priva di servizi di cura spesso vitale», aggiunge.   

 

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Ultimo aggiornamento: 2019-11-21 07:57:42 | 91.208.130.85