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STATI UNITI
04.11.2019 - 16:070

«Sanzioni devastanti se l'Iran non cambia atteggiamento»

È la promessa della Casa Bianca nel quarantesimo del giorno della presa degli ostaggi all'ambasciata Usa a Teheran

WASHINGTON (ats ans) - In occasione dei 40 anni della presa degli ostaggi all'ambasciata Usa a Teheran, la Casa Bianca «onora le vittime di quell'atto sfrontato» e ammonisce che, finché «l'Iran non cambierà il suo comportamento ostile, continuerà ad imporre sanzioni devastanti».

«Quaranta anni fa, militanti iraniani assaltarono l'ambasciata Usa a Teheran, prendendo in ostaggio 50 americani per 444 giorni. Oggi onoriamo le vittime di quell'atto sfrontato», si legge in una nota della Casa Bianca.

«Il regime iraniano - prosegue - continua a prendere di mira civili innocenti per usarli come pedine nelle sue fallite relazioni straniere. Finché l'Iran non cambia questo e altri suo comportamenti ostili, noi continueremo a imporre sanzioni paralizzanti».

«Il regime iraniano - si legge ancora - ha una scelta. Invece di essere lo Stato leader mondiale come sponsor del terrorismo può mettere al primo posto il popolo iraniano. Può scegliere la pace anziché la presa di ostaggi, gli omicidi, i sabotaggi, i dirottamenti marittimi e gli attacchi ai mercati petroliferi globali. Gli Usa cercano la pace, noi sosteniamo il popolo iraniano. È tempo per il regime iraniano di fare lo stesso».

Rohani intanto pensa alla pace nel Golfo - Il presidente iraniano Hassan Rohani ha inviato una lettera al re saudita Salman bin Abdulaziz al Saud a proposito dei progetti per favorire la pace e la stabilità regionale e per illustrare la recente proposta di Teheran dell'iniziativa di pace di Hormuz (Hope). Lo ha riferito il portavoce del governo della Repubblica islamica, Ali Rabiei.

Nei giorni scorsi, il ministero degli Esteri iraniano aveva già confermato l'invio da parte di Rohani di lettere distinte ai membri del Consiglio di cooperazione del Golfo e all'Iraq.

"L'Iran crede che nella regione si possano formare multiple relazioni bilaterali e che le pressioni degli Stati Uniti non dovrebbero creare una distanza tra Stati vicini", ha spiegato Rabiei in una conferenza stampa.

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