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STATI UNITI
22.10.2019 - 06:000

Quei mini-cervelli cresciuti in provetta che fanno discutere

Sono una delle ultime grandi scoperte della neurologia con un grande potenziale medico ma, per alcuni, il rischi di “andare al di là“ dell'etico c'è

CHICAGOMini pseudo-cervelli cresciuti in vitro, gli organoidi cerebrali sono una delle ultime grandi tendenze delle neuroscienze.

Costituiti da cellule staminali umane e delle dimensioni di un piselli in alcuni casi, riportano gli studi, possono sviluppare onde cerebrali spontanee simili a quelle degli embrioni.

Il loro utilizzo nel settore medico è vasto: dallo studio delle malattie prenatali fino alle terapie per schizofrenia, Alzheimer e Parkinson. In alcune ricerche, per così dire, più estreme si parla anche di trapianti nei topi e a interfacce dirette con dei piccoli robot.

È andare troppo in là? Sì, secondo un gruppo di ricercatori che, come riportato dal Guardian, ieri ha voluto prendere posizione a riguardo dal pulpito della Society for Neuroscience.

Alcuni loro colleghi, ne sono convinti, sono al limite: «Se c'è anche una singola possibilità che uno di questi sia senziente, saremo già al di là dell'etica», commenta lo scienziato californiano Elan Ohayon e co-autore dell'intervento, «non vogliamo che si faccia ricerca se c'è del potenziale di sofferenza».

Se la speranza è velata dal dubbio

Al di là dei dilemmi etico e filosofici, secondo molti gli organoidi cerebrali sono uno strumento eccezionale per lo studio del funzionamento del cervello – del quale sappiamo ancora davvero poco – così come di patologie che affliggono milioni di persone. Lavorare su un mini-cerebro funzionante, infatti, permette di raccogliere una grande mole di dati. Ma è proprio qui sta il dilemma: si tratta di sperimentazione umana? Il dibattito è aperto ed è arrivato assieme alla scoperta stessa. 

Stando alle ricerche dell'università di Harvard bastano già 8 mesi perché uno di questi mini-cervelli sviluppi le sue reti neuronali e reagiscano, attivandole, se investiti dalla luce.

«Alcuni funzionano già, a livello biologico, come animali semplici», commentano altri due promotori Ann Lam e Paul Tsang. La richiesta di Ohayon è che vengano interrotti tutti gli esperimenti di espianto di organoidi negli animali e dove «esiste un ragionevole dubbio che possano essere senzienti».

Per questo ha sviluppato un modello informatico che possa aiutare i ricercatori a capirlo e a “fare la cosa giusta”: «È un'area ancora inesplorata e c'è un urgente bisogno di chiarezza».

Ma in Ticino, c'è qualcuno che li sta utilizzando? Non secondo il Comitato etico cantonale che ci conferma come, ad oggi, non vi siano state richieste a riguardo.

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