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I vincitori del Nobel per la Letteratura.
SVEZIA
10.10.2019 - 13:090
Aggiornamento : 13:48

A Tokarczuk e Handke il doppio Nobel per la Letteratura

Olga Tokarczuk l'ha vinto per il 2018 (che non era stato assegnato), per il 2019 è andato a Peter Handke

STOCCOLMA - A Stoccolma è stato appena annunciato il Premio Nobel per la Letteratura. Anzi due, visto che oltre a quello per il 2019 è stato reso noto anche quello riguardante il 2018, che l'anno scorso venne sospeso per uno scandalo riguardante il comitato di assegnazione.

Il premio per il 2018 è andato alla scrittrice polacca Olga Tokarczuk, nata nel 1962, che è stata premiata «per la sua immaginazione narrativa che con passione enciclopedica rappresenta l'andare al di là dei confini come forma di vita».

Quello del 2019, invece, se l'è aggiudicato l'autore austriaco Peter Handke, nato nel 1942, «per un lavoro influente che con ingegnosità linguistica ha esplorato la periferia e la specificità dell'esperienza umana».

La cerimonia di consegna è fissata per il mese di dicembre.

Quando disse: «Abolite quel premio» - Nel 2014 Peter Handke, in occasione dell'assegnazione del Nobel per la letteratura al francese Patrick Modiano, dopo aver dispensato grandi complimenti al collega, si espresse con parole molto dure nei confronti del Nobel e propose anzi di abolirlo.

«Modiano è davvero un autore notevole con un'opera unica», affermò, aggiungendo che il riconoscimento, con la sua «falsa canonizzazione» della letteratura, non porta nulla di buono: «Il Premio Nobel andrebbe finalmente abolito», disse Handke in una dichiarazione all'agenzia austriaca Apa.

Secondo lo scrittore austriaco, autore di capolavori come i romanzi 'Prima del calcio di rigore', 'Breve lettera del lungo addio', 'Infelicità senza desideri', il Nobel porta «un momento di attenzione, nelle pagine dei giornali», ma per la lettura non porta nulla.

Handke aveva ammesso che l'essere stato inserito nella rosa dei candidati al Nobel non lo aveva lasciato indifferente: «certo che ti prende, ti infastidisce, e allora ti infastidisci con te stesso perché ci pensi: è una cosa così indegna e al contempo si diventa per un po' se stessi indegni».

Chi è Peter Handke - Peter Handke, premio Nobel per la Letteratura 2019, è nato a Griffen, in Carinzia, il 6 dicembre del 1942 da padre austriaco e da madre slovena. Handke, che vive in Francia a Chaville, più volte nella lista dei favoriti al prestigioso premio svedese, si è sempre distinto per il suo spirito polemico, tanto da continuare a ripetere "la narrativa è eterna, ma forse è vero, il romanzo è morto". Ma anche per aver chiesto di abolire il premio stesso.

La madre morì suicida nel 1971, evento che ha segnato senza dubbio la sua vita, poi raccontato nel romanzo L'Infelicità senza desideri. Ha studiato giurisprudenza all'Università di Graz, ma senza mai laurearsi sia per il suo spirito critico sia per l'impegno precoce nella letteratura, nel teatro, poi con racconti, romanzi, saggi, poesie e diari.

Nel 1966, a soli 23 anni, l'opera "Insulti al pubblico" ha reso famoso Handke. Per il cinema Il cielo sopra Berlino è nato dalla collaborazione con Wim Wenders che ha anche tratto un film dal suo romanzo Prima del calcio di rigore.

Nel 1966 si è trasferito a Princeton, negli Stati Uniti, da dove è tornato in Europa per dedicarsi alla letteratura d'avanguardia. Nel 2016 ha ricevuto in Italia il premio Scanno ed ha diviso metà del compenso con i terremotati del 24 agosto. Oggi, l'autore, drammaturgo e traduttore carinziano, è uno dei più importanti scrittori di lingua tedesca.

Handke suscitò scalpore per il suo schierarsi apertamente a favore della Serbia durante la guerra serbo-bosniaca.

Chi è Olga Tokarczuk - Originaria di Sulechów, vicino a Zielona Góra, dove è nata il 29 gennaio 1962, Olga Tokarczuk, è una delle scrittrici polacche più famose della sua generazione ed è una grande viaggiatrice.

Poetessa oltre che narratrice, con il romanzo "I vagabondi", pubblicato in Italia da Bompiani, è stata la prima polacca a vincere l'International Man Booker Prize nel 2018. "Oggi il libro è una sorta di epitaffio a un grande mondo aperto che non c'è più. Non parlo infatti di immigrati, perché è stato scritto sulla soglia del grande cambiamento" raccontava all'ANSA la scrittrice che ha scritto questo libro 12 anni fa.

In Italia sono usciti tra l'altro per E/O "Dio, il tempo, gli uomini e gli angeli", pubblicato poi da Nottetempo con il titolo "Nella quiete del tempo" e per Fahrenheit 451 "Casa di giorno, casa di notte".

Laureata in psicologia, si considera una discepola di Carl Gustav Jung e la sua formazione si riflette nelle sue opere.

La Tokarczuk ora è impegnata a scrivere un "romanzo epico" dedicato ai luoghi in cui vive, la Bassa Slesia.

 

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