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IRAQ
03.10.2019 - 18:320

La protesta monta: decine di vittime nel sud dell'Iraq

Le manifestazioni contro il carovita, la disoccupazione e la corruzione si succedono da alcuni giorni

BAGHDAD - Si è allargata a tutto il sud dell'Iraq la protesta popolare contro il carovita, la disoccupazione e la corruzione, scoppiata tre giorni fa e che ha causato scontri con la polizia costati finora la vita a una ventina di persone, tra cui un bambino e un poliziotto, e che ha lasciato ferite circa un migliaio di persone.

Le autorità puntano il dito contro «infiltrati», mentre attivisti denunciano la repressione della polizia che, secondo diverse testimonianze, ha aperto il fuoco contro i manifestanti.

E mentre l'Unione Europea invita Baghdad alla «massima moderazione» nel gestire le proteste, la rappresentante dell'Onu in Iraq, Jeanine Hennis-Plasschaert, ha chiesto al governo iracheno di «assicurare il diritto di protesta» dei cittadini.

Gli incidenti più gravi si sono registrati nella città di Nassiriya, dove si contano almeno 10 morti. Altre vittime ci sono state anche a Baghdad, Amara e a Bassora, nella regione petrolifera ed epicentro delle analoghe rivolte di un anno fa.

Dopo i disordini di ieri, a partire dall'alba di oggi il governo aveva imposto il coprifuoco a Baghdad e nelle altre città. Ma già in mattinata migliaia di manifestanti lo hanno violato, improvvisando sit-in di fronte alle sedi del ministero del Petrolio e dell'Industria.

Altri cortei hanno provato a dirigersi verso la centrale piazza Tahrir, già nel 2011 simbolo delle proteste scoppiate nel contesto delle allora rivolte arabe. E mentre gruppi di manifestanti tornavano in strada nelle altre città del sud e del centro, le autorità federali oscuravano Internet e i social media, in gran parte delle zone interessate dai disordini.

Questo non ha però impedito ai manifestanti di esprimere la loro rabbia contro le istituzioni locali. Centinaia di loro hanno tentato di prendere d'assalto le sedi dei consigli comunali di Najaf e di Bassora.

Per cercare di placare le proteste, la presidenza della Repubblica, il governo e il parlamento iracheno hanno nel pomeriggio annunciato la formazione di una commissione inter-istituzionale che prenda in considerazione le richieste dei manifestanti, invitandoli a inviare dei rappresentanti per dialogare con il governo.

Le istituzioni irachene si dicono pronte ad avviare «riforme urgenti per far fronte alla corruzione e alla disoccupazione», per affrontare i temi della «ricostruzione» post-guerra contro l'Isis e della «assistenza sociale».

Già un anno fa, in occasione dei disordini di Bassora, e anche nel 2016, quando altre proteste erano scoppiate a Baghdad, il governo aveva annunciato una commissione che studiasse misure contro corruzione e disoccupazione, senza però di fatto darne seguito.

Intanto a Bassora, nel contesto di caos seguito ai disordini, due attivisti iracheni, moglie e marito, Adel e Sara Madani, sono stati uccisi con colpi a bruciapelo nella loro casa da non meglio precisati «uomini armati». Secondo le prime ricostruzione, i sicari hanno sfruttato il degrado della sicurezza per compiere un omicidio mirato contro due figure considerate da tempo «scomode», perché denunciavano lo strapotere delle milizie armate di Bassora.
 
 

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