Keystone (archivio)
Delle tifose iraniane durante il Mondiale di Russia.
IRAN
19.09.2019 - 19:010

Cade un tabù, le donne potranno andare allo stadio

La minaccia di escludere l'Iran dalle competizioni internazionali fatta dalla FIFA ha costretto il governo a cedere: «Permetteremo l'entrata alle partite della Nazionale»

TEHERAN - Svolta storica in Iran. Dopo quarant'anni, le donne potranno tornare negli stadi di calcio. Al termine di prolungate pressioni della Fifa, che aveva minacciato di escludere la Repubblica islamica dalle competizioni internazionali, il governo ha fatto cadere il tabù, anche se al momento solo per i match della nazionale.

«Tutte le preparazioni necessarie sono state fatte in modo che le donne, inizialmente solo per le partite internazionali, possano entrare negli stadi di calcio", ha annunciato in una nota il ministro dello Sport, Masoud Soltanifar. La rimozione del bando giunge a pochi giorni dall'indignazione scatenata in tutto il mondo dalla tragica morte della "ragazza in blu", la 30enne tifosa iraniana Sahar Khodayari che si era data fuoco per non tornare in carcere dopo essere stata scoperta in mezzo agli uomini sulle tribune.

Il governo moderato del presidente Hassan Rohani aveva già mostrato aperture sul tema e sospeso occasionalmente il divieto, scontrandosi però con il clero sciita più conservatore. Dopo la rivoluzione islamica del 1979, alle donne è stato impedito di entrare negli stadi dalla polizia religiosa per evitare contatti con uomini che non fossero parenti. La liberalizzazione è attesa ora dalla partita che il 10 ottobre la nazionale maschile giocherà allo stadio Azadi di Teheran contro la Cambogia per le qualificazioni al Mondiale del 2022 in Qatar.

Sono già stati approntati ingressi, spazi e bagni separati per uomini e donne, ha spiegato il ministro, promettendo un dispiegamento rafforzato di polizia per garantire che non vi siano incidenti. Una mossa che frena le possibili sanzioni minacciate dal presidente della Federazione internazionale, Gianni Infantino. Una parte dei quasi centomila posti del gigantesco impianto della capitale saranno quindi riservati alle tifose, che invece dovranno ancora guardare in tv domenica l'atteso derby di Teheran tra i rossi del Persepolis e i blu dell'Esteghlal. Proprio per quest'ultima squadra, allenata ora dall'italiano Andrea Stramaccioni, tifava Khodayari, ribattezzata appunto 'la ragazza in blu'.

Dopo la sua morte sui social si era scatenata la protesta e anche alcune star del calcio locale si erano schierate, auspicando un giorno di vedere magari uno stadio col suo nome. Intanto, forse anche grazie a lei, un primo muro è caduto.

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