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Ha provocato un'ondata di proteste in tutto il Pakistan la decisione dell'India di ritirare lo status speciale della regione contesa del Kashmir.
PAKISTAN
06.08.2019 - 14:200

Kashmir, ondata di proteste in tutto il Pakistan

La Corte Suprema indiana è stata chiamata a esprimersi sulla decisione di ieri del governo indiano

ISLAMABAD - Ha provocato un'ondata di proteste in tutto il Pakistan, la decisione dell'India di ritirare lo status speciale della regione contesa del Kashmir, causando tensioni tra i due Paesi.

Manifestazioni sono scoppiate a Islamabad, Karachi e Muzaffarabad, la capitale della regione del Kashmir amministrata dal Pakistan, dove i manifestanti hanno bruciato fotografie del primo ministro indiano Narendra Modi, cantando «abbasso l'India».

Sono in programma anche per oggi dimostrazioni di protesta in diverse città del Pakistan, mentre i legislatori pakistani hanno avviato una sessione congiunta del Parlamento per discutere una possibile risposta alla mossa di Delhi.

«Quello che è successo ieri ha solo confermato i miei sospetti. Non è stata una decisione presa di punto in bianco. Faceva parte del loro manifesto elettorale da sempre. È, in effetti, radicata nella loro ideologia che mette gli indù al di sopra di tutte le altre religioni, e cerca di stabilire uno stato che reprime tutti gli altri gruppi religiosi». Lo ha affermato il primo ministro del Pakistan, Imran Khan, riferendosi all'India nel corso del suo discorso alla sessione del Parlamento convocata per discutere della crisi nel Kashmir.

Durante il suo governo, «presto mi sono reso conto che l'India non era interessata a parlare con noi», ha detto il premier al parlamento, secondo quanto riportato dal sito del quotidiano pakistano Dawn. «Hanno preso le nostre aperture per la pace come debolezza, quindi abbiamo smesso di estendere le offerte per tenere colloqui».

Petizione alla Corte suprema - La Corte Suprema indiana è stata chiamata a esprimersi sulla decisione di ieri del governo indiano. L'avvocato Manohar Lal Sharma ha presentato questa mattina all'alta Corte una petizione che sostiene che la procedura adottata, un decreto governativo immediatamente esecutivo, firmato dal presidente Ram Nath Kovind, è illegale.

L'agenzia di stampa Pti, che dà la notizia, scrive che l'avvocato chiederà all'Alta Corte di discutere urgentemente la sua petizione, iscrivendola all'ordine del giorno di domani. Numerosi costituzionalisti e opinionisti si sono espressi sui media indiani da ieri affermando che un provvedimento simile non può essere varato senza il consenso dell'assemblea legislativa del Kashmir.

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