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AUSTRALIA
17.07.2019 - 06:000

Oche celebri sui social dividono la comunità

A Daylesford si discute se spostare dall'omonimo lago un gruppo di oche giudicate «intimidatorie» da alcuni cittadini. Ma alberghi e agenzie turistiche locali insorgono: «danneggerebbe il turismo»

DAYLESFORD - Turismo, lago, oche e social media. Sono questi gli elementi della vicenda che a Daylesford - cittadina australiana nella contea di Hepburn - ha recentemente diviso gli abitanti in un acceso dibattito. Come riporta il Guardian, il pomo della discordia riguarda l’omonimo lago della città, e in particolare le oche che lo popolano. Negli ultimi tempi, infatti, alcuni cittadini hanno lamentato l’atteggiamento intimidatorio che gli animali in questione assumono nei confronti dei visitatori del lago. Questo, a loro dire, danneggerebbe la reputazione del luogo, e quindi la sua attrattività. Non solo: i detrattori denunciano inoltre la sporcizia e gli escrementi delle oche negli spazi adiacenti allo specchio d’acqua.

Alla luce delle lamentele, i rappresentanti della contea di Hepburn stanno ora vagliando la possibilità di trasferire i pennuti in un altro luogo. In un rapporto scritto, Brian Bainbridge - funzionario delegato alla biodiversità - ha ricordato ai governanti della Contea come il costo del trasferimento ammonterebbe a 2’750 dollari, mentre di 5’000 dollari è l’attuale spesa annua per ripulire molo e pontile dagli escrementi delle oche. Bainbridge ha poi ricordato che la rimozione dei volatili sarebbe benefica anche da un punto di vista ambientale: a lungo termine, infatti, la presenza delle oche potrebbe generare alghe dannose per la vegetazione acquatica.

Se da una parte c'è chi non ha dubbi sul ricollocamento delle oche di Daylesford, dall’altra c'è chi invece protesta contrariato. «Le oche erano enormemente popolari tra i turisti» e «sono essenziali per continuare ad attirare visitatori che vogliono fuggire dalla giungla urbana», ha dichiarato Alla Wolf-Tasker, co-titolare dell’albergo Lake House. Aggiungendo che: «le oche sono diventate una caratteristica del lago, ci sono letteralmente migliaia di fotografie loro su tutte le piattaforme social». Al coro di protesta si sono poi aggiunte le preoccupate voci di agenzie turistiche, ristoratori e altri albergatori locali, intimoriti dagli esiti - a loro dire nefasti - a cui il trasferimento dei pennuti li potrebbe esporre.

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