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SIRIA
11.07.2019 - 12:280
Aggiornamento : 14:49

Camion-bomba esplode ad Afrin: almeno 8 morti e 35 feriti

Secondo l'agenzia statale turca Anadolu, sostenendo che l'attacco sarebbe opera di miliziani curdi dell'Ypg

AFRIN - È salito a 13 morti, di cui almeno 8 civili, il bilancio dell'esplosione stamani di un'autobomba ad Afrin, nel nord-ovest della Siria sotto il controllo dell'esercito turco. Lo riferisce l'Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus), aggiornando il precedente bilancio di 8 vittime fornito dall'agenzia statale turca Anadolu.

Secondo l'organizzazione con base in Gran Bretagna, l'autobomba è esplosa a un checkpoint all'ingresso della città. L'attacco non è stato finora rivendicato, ma i media di Ankara puntano il dito contro i miliziani curdi dell'Ypg, cui l'esercito turco ha strappato il controllo dell'area lo scorso anno con l'operazione militare ribattezzata 'Ramoscello d'ulivo'.
 
L'Ondus ha documentato la morte di 50 minori di nazionalità siriana ma anche straniere, tra cui anche figli di jihadisti morti o catturati di origine europea, nel campo profughi di al Hol, vicino al confine iracheno e dove sono ammassate più di 70mila persone per lo più provenienti da zone in passato controllate dall'Isis. Secondo le fonti, i nuovi 50 decessi portano a 358 il numero di minori morti dal dicembre scorso all'8 luglio.

La causa dei decessi è dovuta, secondo l'Ondus, alle disastrose condizioni umanitarie: mancanza di medicine e di assistenza mediche, scarsità di acqua potabile.

Il campo di al Hol è gestito dalle autorità curdo-siriane che faticano a gestire una grave crisi umanitaria nell'est della Siria, fino a febbraio scorso martoriata dalla guerra tra curdi e forze jihadiste dell'Isis.

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