Keystone
ULTIME NOTIZIE Dal Mondo
ITALIA
2 ore
Insultata e malmenata da un passeggero senza biglietto
La capotreno 25enne ha subito le ire del passeggero sul treno Trenord, nell'indifferenza dei presenti
LIBIA
2 ore
Haftar viola la tregua
L'aviazione avrebbe bombardato una località nel territorio di Misurata, circa cento chilometri a sud-est della città bastione delle forze che appoggiano il premier Fayez al-Sarraj.
REGNO UNITO
2 ore
Megxit, Harry e Meghan non sono più "altezze reali"
A partire dalla primavera la coppia sarà nota come Harry il Duca di Sussex e Meghan la Duchessa di Sussex. Harry rimarrà principe
FOTO
FRANCIA
5 ore
Sulle scale dell'Opéra la musica sostiene lo sciopero
In programma Berlioz e Bizet, con brani dalla Carmen, per protestare contro la riforma delle pensioni
LIBIA
7 ore
La compagnia petrolifera libica blocca i terminal: «Conseguenze devastanti»
Fermate le esportazioni di petrolio da almeno cinque porti. L'Onu mette in guardia sulle conseguenze per i libici e non solo
AUSTRALIA
9 ore
Dopo le fiamme, la pioggia e la cenere: «È un disastro»
Il Wwf denuncia una delle conseguenze dei violenti incendi che hanno colpito il Paese: «Si temono impatti anche sulla fauna marina»
FRANCIA
10 ore
Tentato incendio nella brasserie preferita di Macron: scatta l'inchiesta
Il gesto arriva dopo che, nella serata di ieri, il presidente francese è stato contestato in un teatro parigino
STATI UNITI
11 ore
Negli aeroporti americani scattano i controlli contro la nuova Sars
Il virus ha fatto già due morti in Cina. Nel mirino i passeggeri provenienti da Wuhan. L'epidemia potrebbe essere più estesa di quanto finora pensato
LIBIA
09.07.2019 - 21:080

Liberati i 350 migranti sopravvissuti a Tajoura

Il raid del generale Khalifa Haftar una settimana fa che aveva causato decine di morti

TRIPOLI - Tripoli libera 350 migranti dal campo di detenzione libico di Tajoura, sopravvissuti al sanguinoso raid aereo compiuto dalle milizie del generale Khalifa Haftar una settimana fa che aveva causato decine di morti.

Non è ancora chiaro se si tratti dell'avvio di quell'operazione di rilascio che il governo del primo ministro Fayez al-Sarraj ha minacciato qualche giorno fa, lasciando intendere di essere pronto a liberare migliaia di disperati (si era parlato di 6-7 mila). Per ora riguarda solo quelli finiti sotto le bombe di Haftar, come ha annunciato un tweet della sezione libica dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati in cui lo stesso Unhcr ringrazia il ministero dell'Interno libico ricordando che si trattava di "350 persone ancora a rischio". L'Alto commissariato dell'Onu ha assicurato che "fornirà assistenza attraverso il suo programma di risposta urbana", dando una vaga idea dell'immediato futuro di questi disperati giunti in Libia chiaramente per salpare verso l'Italia.

Resta dunque da verificare se la decisione del governo di Sarraj sia legata solo alle condizioni di Tajoura dopo l'attacco, con molti dei migranti che avevano iniziato anche lo sciopero della fame. O sia l'inizio di quella liberazione di massa che teme l'Europa.

Era stato il ministro dell'Interno Fathi Bashagha venerdì scorso a rivelare che il governo di Accordo nazionale a Tripoli stava "considerando" la chiusura dei centri di detenzione e il rilascio di tutti i migranti "per tutelare le loro vite e la loro sicurezza", come aveva sintetizzato il suo dicastero, cercando evidentemente di dare la sveglia all'Europa. Il riferimento era stato a quasi 6.000 migranti (dato ufficioso Unhcr) detenuti in 24 centri sparsi per la Libia, di cui una quindicina sotto il controllo di Tripoli.

Anche un portavoce del sedicente esercito di Haftar aveva dichiarato disponibilità a "cooperare" all'operazione, accusando Sarraj di usare i rifugiati come scudi umani in una guerra che in quattro mesi ha già superato i mille morti e lamenta oltre 5.500 feriti.

Il raid della notte del 2 luglio, oltre a 53 vittime (cifra accreditata dal Consiglio di Sicurezza dell'Onu), aveva provocato anche più di 130 feriti. Terrorizzati dalla possibilità di un nuovo attacco, da giorni i migranti reclamavano di essere almeno trasferiti altrove e da lunedì erano in sciopero della fame, come riferito dal sito Middle East Monitor.

A causa delle pessime condizioni di vita dei centri di detenzione libici, una loro chiusura viene auspicata da tempo dall'Unhcr, il quale però chiede che l'operazione venga "affiancata" da una "una presa di responsabilità" da parte dei Paesi europei per sostenere "piani di evacuazione": insomma per evitare un disordinato fuggi-fuggi magari verso l'Italia in balia degli scafisti.
 
 

Potrebbe interessarti anche
Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-01-18 22:31:52 | 91.208.130.85