Keystone
A sinistra: i genitori di Vincent Lambert, Pierre e Viviane
FRANCIA
08.07.2019 - 10:500

Lambert: i genitori sporgono denuncia per assassinio premeditato

La denuncia è rivolta, in particolare, contro il capo del reparto cure palliative di Reims che ha annunciato lo stop dei trattamenti

PARIGI - I genitori di Vincent Lambert, il tetraplegico da oltre dieci anni in stato vegetativo divenuto simbolo del dibattito sul fine vita in Francia, hanno sporto denuncia per «assassinio premeditato»: è quanto riferisce radio RTL, precisando che la denuncia è rivolta, in particolare, contro il medico Vincent Sanchez, il capo del reparto per le cure palliative dell'ospedale di Reims che lo scorso 2 luglio ha annunciato lo stop dei trattamenti di idratazione e nutrizione all'ex infermiere di 42 anni vittima di un incidente stradale nel 2008.

La radio francese cita Jan Paillot, uno dei legali dei genitori fortemente opposti allo stop dei trattamenti.

Da parte sua il nipote di Vincent Lambert, François Lambert, ha deplorato che «non si tratti di eutanasia, altrimenti sarebbe più rapido». «Per non essere accusati di eutanasia, bisogna fare in modo che duri il più a lungo possibile, ciò che a mio parere è francamente sadico», ha aggiunto, criticando una legge che «lascia molto margine ai medici e poco ai pazienti».

Una manifestazione contro lo stop dei trattamenti all'ex infermiere quarantaduenne è prevista oggi pomeriggio a Parigi, in presenza dei legali dei genitori, indetta dal collettivo "Je soutiens Vincent".

È dal 2013 che la famiglia si dilania sulla sorte del paziente. La moglie Rachel, suo nipote e sei fratelli e sorelle si sono stretti contro quello che ritengono accanimento terapeutico, accettando la decisione dei medici di lasciarlo andare. Pierre e Viviane Lambert, i genitori vicini ai cattolici integralisti della Fratellanza Sacerdotale San Pio X, sono invece fortemente contrari, così come un fratello e una sorella di Vincent.

Al momento resta dunque valido quanto prescritto dalla legge sul fine vita del 2016, e cioè nessuna eutanasia o suicidio assistito ma l'autorizzazione a sospendere i macchinari in caso di «ostinazione irragionevole».
 
 

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