Keystone
Timmermans (a destra nella foto) è considerato il braccio destro di Jean-Claude Juncker (sinistra)
UNIONE EUROPEA
30.06.2019 - 16:380
Aggiornamento : 17:55

La candidatura del socialista Timmermans crea scompiglio nel Ppe

Il possibile futuro presidente della Commissione UE ha il sostegno di Germania, Francia, Paesi Bassi e Spagna

BRUXELLES - L'ipotesi che il socialista Frans Timmermans possa diventare il prossimo presidente della Commissione Ue sta creando scompiglio dentro il Ppe. Lo si è appreso mentre i leader europei aderenti ai popolari, in primo luogo Angela Merkel, stanno arrivando al pre-vertice del Ppe.

Secondo fonti vicine al dossier, al momento all'interno del partito non ci sarebbe consenso sulla scelta della cancelliera di appoggiare Timmermans lasciando a Manfred Weber, lo Spitzenkandidat del Ppe, la poltrona di presidente dell'Europarlamento.

Tusk ha presentato la candidatura dell'olandese - La candidatura di Frans Timmermans alla guida della Commissione europea ha il sostegno di Germania, Francia, Olanda e Spagna. Lo ha ribadito, secondo quanto si è appreso, il presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk durante l'incontro avuto stamane con la conferenza dei presidenti del Parlamento Ue.

Chi è Frans Timmermans? - Olandese, classe '61, laureato in letteratura francese ma con un master in diritto europeo e romanista sfegatato. Frans Timmermans, attuale primo vicepresidente della Commissione Ue, quindi braccio destro di Jean-Claude Juncker, è ora il favorito alla sua successione. È il candidato della famiglia dei socialisti europei, partito a cui è sempre appartenuto fin dalla sua discesa in politica nel 1998.

Franciscus Cornelis Gerardus Maria Timmermans è nato a Maastricht, città simbolo per l'Unione europea a causa del Trattato che porta il suo nome e con il quale si gettarono nel 1992 le basi per la nascita della moneta unica.

Ma nei Paesi Bassi ha passato poco tempo durante la sua giovinezza: grazie al lavoro del padre come diplomatico, a 11 anni si è trasferito a Roma, dove ha frequentato la scuola britannica St George, imparando l'italiano e frequentando gli amici con cui andava di nascosto allo stadio a vedere le partite della Roma. La sua particolare attitudine per le lingue lo ha portato a imparare alla perfezione anche il francese e il tedesco.

Dopo il percorso universitario ha iniziato a lavorare nel dipartimento per l'integrazione europea del ministero degli Esteri olandese, incarico che ha condizionato la sua professione futura. Ha poi proseguito la carriera diplomatica a Mosca, per rientrare nel 1994 in Europa e diventare assistente del commissario olandese.

Nel 1998 entra in politica e viene eletto con i laburisti olandesi, mandato che gli verrà rinnovato per altre sei volte. Dal 2007 al 2010 fa parte del governo di coalizione liberale-socialista come ministro degli Affari europei e poi come ministro degli Esteri dal 2012 al 2014.

Dal 2014 è primo vicepresidente della Commissione Ue, fortemente voluto da Juncker che lo scelse fin da subito come suo braccio destro, e per questo inventò una carica che fino ad allora non esisteva. Durante il suo mandato si è fatto dei nemici, soprattutto a Est: ha costretto Polonia e Ungheria a rivedere le loro leggi che hanno indebolito lo Stato di diritto, non esitando ad avviare la cosiddetta 'procedura articolo 7' che sanziona i Paesi membri ritenuti in contrasto con i valori fondanti dell'Unione.

Macron: «Vorrei due uomini e due donne» - Due uomini e due donne, competenti e che rispondano anche ad equilibri geografici: sono questi secondo il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron i criteri che il vertice Ue dovrebbe usare per scegliere le quattro cariche delle principali istituzioni Ue, cioè presidente della Commissione, del Consiglio, del Parlamento ed alto rappresentante.

Il presidente della Bce, ha detto Macron, sarà scelto più in là. I primi quattro «spero possano riflettere questi equilibri» di genere e geografici, ha detto il presidente, che si è detto ottimista su un accordo oggi. «Non spingo questo o quel candidato sono stato ostile ad alcuni perché non rispondono ai criteri, ma serve spirito di compromesso e ambizione per l'Europa», ha concluso.


 
 

 

Commenti
 
Danny50 1 mese fa su tio
I fuchi fucheggiano a colpi di miliardi pagati da calzone europeo. Veramente patetico. E i nostri politici sono infatuati da questo porcile.
Tato50 1 mese fa su tio
Ma tutti questi "sbaciuccamenti " tra maschi comincia a preoccuparmi.
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