Keystone
ITALIA
09.02.2019 - 19:000

Sindacati in piazza contro il Governo: «Si cambi rotta»

La richiesta è risuonata dal corteo e dal palco della manifestazione nazionale unitaria organizzata a Roma, "Futuro al lavoro" alla quale hanno partecipato centina di migliaia di persone

ROMA - Cgil, Cisl e Uil in piazza sferzano il governo italiano: ascolti la voce del "popolo del lavoro", si confronti con i sindacati, ascoltando le loro proposte, e «cambi rotta» sulla politica economica. La richiesta risuona dal corteo e dal palco della manifestazione nazionale unitaria organizzata a Roma, "Futuro al lavoro".

«Centinaia di migliaia», una piazza colorata e con una «folla immensa», dicono i sindacati che sfila per le vie da piazza della Repubblica a piazza San Giovanni. «Ogni stima rischierebbe di essere sottodimensionata: Piazza San Giovanni era stracolma - dicono -. Un fatto è certo: è da annoverare tra le più grandi e partecipate manifestazioni svoltesi negli ultimi decenni a Roma».

«Noi siamo il cambiamento», incalza il leader dell'organizzazione sindacale Cgil, Maurizio Landini, dal palco di piazza San Giovanni, al suo debutto in piazza da numero uno della confederazione di corso d'Italia. «Il governo esca dalla realtà virtuale e si cali nel mondo reale»: attacca la segretaria generale della Cisl, Annamaria Furlan. E, avvertono, se non ci saranno riscontri, andranno avanti fino a portare a casa risultati. «Non siamo contro il governo, ma gli chiediamo di convocarci o la mobilitazione proseguirà», dice chiaramente il leader della Uil, Carmelo Barbagallo.

A sei anni dall'ultima manifestazione unitaria in piazza San Giovanni (era il 22 giugno 2013 quando scesero in piazza, sempre di sabato, con lo slogan "Lavoro è democrazia"), Cgil, Cisl e Uil tornano insieme per rilanciare l'unità del mondo del lavoro, la forza di 12 milioni di iscritti ai sindacati e la richiesta forte al governo di ascoltare le proposte, unitarie, messe nero su bianco ad ottobre scorso e già illustrate al premier italiano Giuseppe Conte. Negli interventi si rivolgono al presidente del Consiglio ma anche ai due vicepremier italiani Luigi Di Maio e Matteo Salvini (di cui sfila anche una sagoma).

In piazza si vedono i candidati alla segreteria del Partito democratico, Maurizio Martina e Nicola Zingaretti, l'ex ministro italiano dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, l'esponente di Leu ed ex presidente della Camera dei deputati, Laura Boldrini. C'è anche una delegazione di industriali arrivati da Ravenna, una trentina che sfilano in corteo dietro lo striscione "Investiamo nel gas naturale italiano".

I sindacati confermano il giudizio negativo sulla manovra, «miope e recessiva», e insistono sulla necessità di creare lavoro, rilanciando gli investimenti, di fare una "vera" riforma delle pensioni e di rivedere il sistema fiscale, diminuendo il peso della tasse su lavoratori e pensionati. Quota 100 "ben vanga" ma non basta perché lascia fuori «tutto un mondo» che non arriva a 38 anni di contributi: a partire dalle donne (per le mamme - è la loro proposta - andrebbe riconosciuto un anno di contributi per ogni figlio) e dai giovani (per i quali sarebbe necessario pensare ad una pensione di garanzia). Bene la lotta alla povertà, sostengono, ma il reddito di cittadinanza è «un ibrido» con le politiche del lavoro che rischia di «fare male» su entrambi i fronti. Dunque, servono gli investimenti, materiali e immateriali. E serve «sbloccare le infrastrutture», insiste Furlan, che aprirebbero a 400 mila posti di lavoro.

Commenti
 
Galium 2 mesi fa su tio
Sarebbe veramente auspicapile un accordo tra sindacati e imprenditori al fine di far cadere questo governo raccogliticcio che sta portando l'Italia allo sfacelo. Gli ultimi dati economici sono più che eloquenti.
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