Keystone
ITALIA
09.02.2019 - 16:580

Ponte Morandi, presto il «secondo incidente probatorio»

È quanto trapela da palazzo di giustizia a Genova dopo l'allungarsi dei tempi del primo accertamento che rischia di chiudersi a giugno inoltrato

GENOVA - Il secondo incidente probatorio, quello sulle vere e proprie cause del crollo del ponte Morandi, potrebbe essere chiesto a breve. È quanto trapela da palazzo di giustizia a Genova il giorno dopo l'udienza del primo incidente probatorio. L'accelerata è legata all'allungarsi dei tempi del primo accertamento che rischia di chiudersi a giugno inoltrato in base alle esigenze dei periti del giudice per le indagini preliminari e i consulenti di procura, indagati e parti civili.

A questa seconda richiesta è legato anche il numero di indagati destinato ad allungarsi inevitabilmente per consentire loro di partecipare alle operazioni peritali.

«Non è un lavoro semplice - sottolinea il procuratore capo di Genova Francesco Cozzi - ma il cerchio sta per stringersi. Bisogna capire con esattezza fino a che periodo spingersi indietro e individuare chi faceva cosa in quel periodo e chi fosse a conoscenza dell'ammaloramento del viadotto. Ma questo tipo di lavoro è già a buon punto».

Proprio ieri, nel corso dell'udienza, è stata depositata la traduzione della consulenza sui reperti del ponte fatta in Svizzera dal Laboratorio federale di prova dei materiali e di ricerca (Empa) di Dübendorf (ZH). Dall'analisi è emerso che «tutti i trefoli e i fili mostrano segni di corrosione di diversi gradi. Alcuni palesano una perdita totale della sezione trasversale, dovuta alla corrosione nella zona terminale. Ciò indica un processo di degrado in atto da molto tempo».

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