Keystone
VENEZUELA
29.01.2019 - 18:110

Si cerca di stabilizzare il mercato dei cambi

Le autorità monetarie vogliono dare sostanza alla moneta nazionale

CARACAS - Le autorità monetarie del Venezuela hanno varato una nuovo piano per tentare di stabilizzare il mercato dei cambi, dare sostanza alla moneta nazionale (il bolivar sovrano), e, indirettamente, intervenire con esso anche sul fenomeno dell'iperinflazione.

Domenica scorsa, a sorpresa, il Banco central de Venezuela (Bcv) ha annunciato che a partire da questa settimana avrebbe cominciato ad operare, integrata nel sistema del mercato dei cambi, una piattaforma tecnologica di intermediazione per il settore monetario denominata Interbanex.

Tale piattaforma ha esordito proponendo un cambio del dollaro fissato a 3.200 bolivares, più favorevole, anche se di poco, a quello proposto dal più noto portale monetario venezuelano utilizzato dai privati, Dolar Today.

Anche oggi Interbanex ha riproposto il cambio di 3.200 bolivar per dollari, mentre Dolar Today ha indicato 3.196,12 bolivar. Gli analisti venezuelani hanno sottolineato che la quotazione della piattaforma si è tradotta in una svalutazione di fatto perché è del 52,23% superiore al cambio di mercato ufficiale che ieri è stato di 2.102 bolivar nell'asta realizzata da sistema della banca centrale (Dicom).

Il Bcv ha diffuso oggi un comunicato in cui si rende noto che «con l'obiettivo di ottenere la stabilità monetaria e nel mercato dei cambi, e per bloccare l'iperinflazione, si è deciso di intervenire per stabilizzare i tassi di cambio a circa 3.300 bolivar per dollaro, quotazione ufficiale del 28 gennaio 2019».

«L'unica risposta è la repressione» - «Non è che sottovaluto la possibilità di finire in prigione, ma disgraziatamente non c'è nulla di nuovo sotto il sole: il regime non dà risposte ai venezuelani, l'unica risposta è la repressione e la persecuzione». Così ha reagito Juan Guaidò, il presidente del Parlamento venezuelano, alla notizia che il Procuratore generale, Tarek William Saab, ha chiesto che si dispongano misure restrittive contro di lui.

Parlando con la stampa davanti alla sede dell'Assemblea Nazionale, Guaidò ha detto che «non si tratta né di una nuova minaccia contro di me, né di una nuova minaccia contro questo Parlamento». «Noi rimaniamo qui, nella sede della sovranità popolare, cercando di dare risposte alle aspettative della gente», ha concluso il presidente dell'Assemblea Nazionale.

Potrebbe interessarti anche

YouTube

Facebook

Instagram

Linkedin

Twitter


Copyright © 1997-2020 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - COMPANY PAGES
Disposizioni sulla protezione dei dati  -   Cookie e pubblicità online  -   Diritto all'oblio


Ultimo aggiornamento: 2020-09-30 09:16:57 | 91.208.130.89