Twitter/@rahaf84427714
THAILANDIA
07.01.2019 - 10:570
Aggiornamento : 12:31

18enne saudita in fuga si barrica in hotel per evitare il rimpatrio

Chiede di parlare con l'agenzia Onu per i rifugiati. La polizia assicura: non sarà allontanata contro la sua volontà

BANGKOK - La ragazza saudita bloccata all’aeroporto di Bangkok dopo essere fuggita dalla sua famiglia si è barricata nella sua camera d’albergo all’interno dello scalo per evitare di essere riportata nel proprio Paese via Kuwait. La polizia thailandese, intanto, ha dato rassicurazioni sul fatto che Rahaf non sarà mandata «da nessuna parte contro la sua volontà».


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Sul profilo Twitter della 18enne sono comparse foto e video in cui la si vede dietro la porta della sua camere di hotel, contro la quale ha ammassato materassi e altri oggetti. Chiede di parlare con i rappresentanti dell’agenzia Onu per i rifugiati Unhcr e chiede asilo perché teme di essere uccisa al suo ritorno in Arabia Saudita.

«Dice che non uscirà finché non incontrerà l’Unhcr», scrive il vice direttore di Human Rights Watch Asia, Phil Robertson, in un tweet con un suo videomessaggio. «Perché la Thailandia non lascia che l’agenzia Onu la incontri per determinare il suo status di rifugiata?», aggiunge. Intanto, come riporta l’Associated Press, la polizia thailandese ha fatto sapere che non rimpatrierà la giovane contro la sua volontà.   

Responsabili dell'Unhcr l'hanno rassicurata sempre via social che dei rappresentanti dell'agenzia si trovano all'aeroporto e stanno cercando di ottenere il permesso di incontrarla.

Aggiornamento delle 12:12 - Come riporta una corrispondente dell'Abc, rappresentanti dell'Onu sono finalmente riusciti a incontrare Rahaf e la stanno intervistando. «Hanno dato la loro parola che sarà sotto la loro custodia e che, ora, è al sicuro», scrive Sophie McNeill su Twitter.

Rahaf Mohammed Alqunun era in vacanza con la sua famiglia in Kuwait quando, due giorni fa, ha tentato la fuga imbarcandosi su un volo per Bangkok, dove avrebbe fatto scalo per raggiungere l'Australia con un biglietto di sola andata. È scappata dalla famiglia che la opprimeva non lasciandola libera di decidere per se stessa e che, secondo la sua accusa, aveva già minacciato di ucciderla in passato.

«I miei fratelli, la mia famiglia e l'ambasciata saudita saranno in Kuwait ad aspettarmi», ha dichiarato a Reuters. «Mi uccideranno. La mia vita è in pericolo. La mia famiglia minaccia di uccidermi per le cose più banali», ha aggiunto. In Arabia Saudita le donne necessitano del permesso di un guardiano di sesso maschile (per esempio il padre, un fratello o il figlio) per richiedere un passaporto, lasciare il Paese o sottoporsi a trattamenti medici.

Rahaf sostiene che le autorità thailandesi l'abbiano trattenuta per un problema di visto (la donna, tuttavia, non intendeva entrare in Thailandia) e che un dipendente di Kuwait Airways, con cui ha volato, le abbia preso il passaporto. In un primo momento aveva affermato che era stato un rappresentante dell'ambasciata saudita a Bangkok a sequestrarglielo.

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