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30.08.2018 - 12:530

251mila morti per le armi da fuoco nel 2016

Il paese più a rischio è il Brasile, al secondo posto gli Stati Uniti

WASHINGTON - Negli ultimi anni i morti per armi da fuoco nel mondo sono in aumento, e oltre metà si concentra in sei paesi del continente americano. Lo ha scoperto uno studio della University of Washington di Seattle pubblicato dalla rivista Jama, secondo cui è il Brasile il paese più a rischio, seguito dagli Usa a breve distanza.

L'analisi si basa sui dati del Global Burden of Diseases, il rapporto sulla salute globale realizzato dalla stessa università. Nel 2016, scrivono gli esperti, si stima che ci siano state 251 mila morti per arma da fuoco nei 195 paesi censiti, in crescita rispetto alle 209 mila del 1990 con la sola eccezione del 1994, quando i massacri in Ruanda hanno fatto salire il conto oltre le 500 mila unità.

Il Brasile guida la classifica con 43'200 morti, seguito dagli Usa con 37'200, dall'India con 26'500, dal Messico (15'400), dalla Colombia (13'300), dal Venezuela (12'800), dalle Filippine (8'020) e dal Guatemala (5'090). La somma dei sei paesi citati del continente americano, sottolinea lo studio, è pari al 50,5% del peso totale.

l 64% delle morti da arma da fuoco a livello mondiale è dovuta a omicidio, con il Brasile che ha un quarto di quelli totali commessi nel mondo, il 27% a suicidi e il 9% a incidenti.

Per la Svizzera lo studio dà un totale di 308 morti causati da arma da fuoco nel 2016, contro i 974 dell'Italia, i 1220 della Germania e i 2330 della Francia. Una buona parte sono verosimilmente da attribuire ai suicidi: la Svizzera figura al settimo posto nella classifica dei suicidi mediante arma da fuoco, con 2,5 morti per 100'000 abitanti.

A parte nel 1994, sottolineano gli autori, la maggior parte delle morti si è verificata fuori da paesi in conflitto. «Anche se per l'aumento della popolazione il tasso di morti ogni 100 mila abitanti è leggermente calato il numero assoluto rimane sempre molto alto - spiega Mohsen Naghavi, uno degli autori -. Le morti per armi da fuoco sono un problema di salute pubblica».

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