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ISRAELE / ARGENTINA
06.06.2018 - 07:110
Aggiornamento : 09:39

«Bruceremo la maglietta di Messi», annullata Israele-Argentina

L'incontro amichevole di calcio previsto per il 9 giugno è stato annullato dopo due giorni di polemiche e minacce palestinesi

TEL AVIV - L'Argentina non giocherà contro Israele a Gerusalemme. Dopo due giorni di polemiche, proteste e minacce l'amichevole prevista per il 9 giugno è saltata.

A innescare la miccia era stato il presidente della Federcalcio palestinese, generale Jibril Rajoub, da molti considerato un possibile erede del presidente Abu Mazen. Rajoub non aveva usato giri di parole: l'Argentina non venga a giocare con Israele a Gerusalemme altrimenti "milioni di fan palestinesi e arabi bruceranno la maglietta di Lionel Messi".

La squadra però aveva continuato gli allenamenti per i mondiali, senza rispondere alle proteste palestinesi. Poi però le minacce hanno oltrepassato i confini mediorientali e sono arrivate fino a Barcellona, dove si sta allenando l'albiceleste.

Un gruppo di tifosi si è presentato a bordo campo con bandiere e maglie della nazionale macchiate di sangue. Maglie, neanche a dirlo, numero 10, quelle del capitano Messi. Troppo, secondo la stampa locale, per continuare.

I giocatori si sono rivolti all'Afa, la federazione calcistica dell'Argentina esprimendogli tutta la loro preoccupazione per le minacce ricevute e le tensioni nella regione in cui avrebbero dovuto giocare l'amichevole interrompendo gli allenamenti per i mondiali. Di qui la decisione di annullarla.

Da quando l'incontro era stato fissato, il movimento di Boicottaggio e disinvestimento di Israele (Bds) e i deputati arabi al parlamento dello stato ebraico si erano mossi per bloccare la partita con appelli alla Federazione calcio argentina e ai singoli calciatori albiceleste.

La partita - i cui biglietti sono andati esauriti in Israele in 20 minuti - era stata programmata in un primo tempo a Haifa, nel nord del paese dove c'è una forte presenza di arabi israeliani. Ma non appena si è avuta certezza dell'incontro concordato dalle due Federazioni, subito da parte statale era stato richiesto che il match si trasferisse a Gerusalemme.

Il ministro della cultura e dello sport, Miri Regev, commentato: "la capitale di Israele è il posto più adatto per una partita così prestigiosa".

L'annuncio del match non era però andato giù a Rajoub che si era rivolto alla rappresentanza diplomatica di Buenos Aires a Ramallah per far presente che lo stadio di Gerusalemme si trova nel quartiere di Malha dove sorgeva un villaggio palestinese distrutto durante la guerra per la nascita di Israele e che lo stato ebraico ha dato un valore politico alla partita.

Cartellino rosso a Israele - «I valori, l'etica e il messaggio dello sport hanno vinto oggi, mostrando ad Israele il cartellino rosso». Lo ha detto Jibrib Rajoub, presidente della Federazione calcio palestinese, dopo la decisione dell'Argentina di sospendere l'incontro con Israele.

«La cancellazione - ha aggiunto, citato dalla Wafa - è un colpo al governo di Israele». Rajoub ha poi denunciato il "messaggio politico" che Israele voleva dare alla partita sostenendo con il mondo «grazie alla presenza di Messi» che «le cose sono normali».

«Una vergogna» - «È una vergogna che le star del calcio argentino abbiano ceduto alle pressioni degli odiatori di Israele il cui unico obiettivo è quello di danneggiare il diritto di Israele alla sua difesa e di provocare la sua distruzione».

Lo ha detto, su Twitter, in ministro della difesa Avigdor Lieberman. Intanto si è appreso che la notte scorsa il premier Benyamin Netanyahu ha chiamato sulla vicenda, senza successo, il presidente argentino Mauricio Macri.

Commenti
 
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GI 3 anni fa su tio
qualcuno, nei dintorni.....ne aveva pronosticata la cancellazione dalla carta geografica...poru mund, gnanca cul fotbal i va pü d'acordi....
marcopolo13 3 anni fa su tio
matteo2006, si, gli israeliani. Dovrebbero far parte della nazionale statunitense... così come Israele dovrebbe essere trasferito negli USA.
bobà 3 anni fa su tio
Una piccola lezione agli israeliani. Purtroppo Trup gli tiene parte.
matteo2006 3 anni fa su tio
Radiateli dal mondo del calcio e basta!

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