Keystone
ITALIA
06.02.2018 - 19:540

Una "nuova epoca" per la mafia

La 'ndrangheta colonizza il Centro-Nord, mentre in Campania «piccoli eserciti» di ragazzi sempre più giovani commettono atti «di inaudita ferocia»

ROMA - La 'ndrangheta allunga sempre più saldamente i suoi tentacoli sulle regioni del Centro-Nord. La mafia ha aperto una «nuova epoca» dopo la morte di Riina e Matteo Messina Denaro, pur rimanendo una figura imprescindibile, sta perdendo centralità.

La camorra, infine, mette in luce il fenomeno dei «piccoli eserciti» di ragazzi sempre più giovani che commettono atti «di inaudita ferocia». A fornire il quadro della criminalità organizzata è l'ultima relazione semestrale inviata alla Camera dalla Direzione investigativa antimafia (Dia).

'NDRANGHETA SI ESPANDE AL CENTRO-NORD - La Dia rileva «importanti segnali sia di radicamento che espansionistici fuori dalla Calabria, in entrambi i casi finalizzati a permeare i gangli strategici dell'economia, dell'imprenditoria e finanche della pubblica amministrazione».

Così, in Liguria, Piemonte e Lombardia si sono riprodotte strutture criminali analoghe a quelle calabresi. Presenze «significative» sono poi segnalate in Veneto, in Emilia Romagna, in Toscana, nel Lazio, in Abruzzo, in Molise e in Basilicata. Si percepiscono, inoltre, tentativi di inserimento nel tessuto economico del Friuli Venezia Giulia.

Il traffico internazionale di droga rimane la primaria fonte di finanziamento della 'ndrangheta, che ottiene lauti guadagni anche dalle estorsioni e sta cercando sempre più di mettere le mani sulla fornitura di energia elettrica, anche da rinnovabili e su giochi e scommesse.

SI ALLENTA LEADERSHIP MESSINA DENARO - Dopo la morte di Salvatore Riina non pare ancora attribuibile ad alcuno la guida di Cosa Nostra, valuta la relazione. È ancora imprescindibile il ruolo di Matteo Messina Denaro, «per quanto si colgano segnali interessanti rispetto ad una lenta ma progressiva minore pervasività operativa della sua leadership».

Le indagini evidenziano che la «nuova mafia» è sempre più «silente e mercatistica», privilegiando un modus operandi «collusivo-corruttivo: gli accordi affaristici non sono stipulati per effetto di minacce o intimidazioni, ma sono il frutto di patti basati sulla reciproca convenienza».

Tra i settori ad alto rischio di corruzione c'è quello dei trasporti marittimi, destinatario di ingenti finanziamenti pubblici, anche comunitari.

CAMORRA, ESERCITI DI RAGAZZI SBANDATI - In Campania tanti «piccoli eserciti», spesso formati da «ragazzi sbandati», senza una vera e propria identità storico-criminale che, da anonimi delinquenti, si sono impadroniti del territorio attraverso «una quotidiana violenza più che mai esibita, utilizzata quale strumento di affermazione e assoggettamento ma, anche, di sfida verso gli avversari».

È sempre più bassa l'età di questi giovani, che commettono reati di «inaudita ferocia, anche dovuta a una percezione di impunità, tanto da indurli a un esordio criminale addirittura da adolescenti».

A Napoli e provincia complessivamente risultano 89 clan (per un numero complessivo di circa 4500 affiliati) di cui 42 operativi a Napoli e 47 in provincia.

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