Keystone
REGNO UNITO
29.01.2018 - 17:210
Aggiornamento : 17:57

Brexit, «Londra rispetti tutte leggi europee durante la transizione»

A intimarlo è il capo negoziatore dell'UE, Michel Barnier

LONDRA - «La posizione dell'Ue è chiara: nei 21 mesi di transizione, fino al 31 dicembre 2020, l'intero acquis dell'Unione europea continuerà ad applicarsi alla Gran Bretagna», compresa la Corte di giustizia. Così il capo negoziatore dell'Ue per la Brexit Michel Barnier, al termine del Consiglio affari generali, durante il quale i 27 hanno dato disco verde a negoziare il periodo di transizione con Londra.

«"Progressi sufficienti" non significa "pieno progresso", quindi occorre tradurre in termini giuridici quanto già concordato» sulla fase uno della Brexit «ed affrontare tutti gli altri temi che ancora non sono stati trattati. Senza accordo sull'insieme dei temi» di divorzio «non c'è transizione», ha poi aggiunto.

«È importante ed essenziale che la Gran Bretagna esprima la sua posizione sulle relazioni future" - ha proseguito Barnier, spiegando che le discussioni preparatorie interne sul quadro dell'accordo futuro con la Gran Bretagna vanno avanti e serviranno per adottare i nuovi orientamenti a marzo.

Al di là della fase di transizione, ha avvertito Barnier, sarà importante l'accordo futuro con la Gran Bretagna, «tenendo conto delle loro linee rosse e di ciò che siamo noi e di quanto non siamo pronti a negoziare. Non negozieremo sull'integrità del mercato unico, non negozieremo sull'autonomia decisionale dei 27, non negozieremo sull'indivisibilità delle quattro libertà. Se si capisce bene, e spero che si capisca bene, allora potremo lavorare ad una partnership ambiziosa col Regno Unito, composta di più pilastri».

«La Gran Bretagna deve conoscere queste regole del gioco ed accettarle fin dall'inizio - ha aggiunto Barnier - Lo abbiamo già detto, il mercato unico 'à la carte' non è possibile».

Quanto alle intese commerciali del Regno Unito con i Paesi terzi, Barnier ha precisato: nel periodo di transizione Londra «potrà avviare negoziati, ma non potrà fare accordi, senza l'ok dei 27». E «non potrà partecipare ai processi decisionali dell'Ue», ma saranno previste «consultazioni caso per caso».


 
 

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