IRAN
31.10.2017 - 20:180

Donne negli stadi? «Inganno di un regime tribale»

È quanto afferma il quotidiano iraniano "Keyhan", voce degli ultraconservatori e vicino alla Guida suprema Khamenei

TEHERAN - Re Salman dell'Arabia Saudita «cerca di nascondere la natura del sistema tribale saudita con alcune riforme populiste e di superficie e inganna la pubblica opinione».

È quanto afferma il quotidiano iraniano "Keyhan", voce degli ultraconservatori e vicino alla Guida suprema Khamenei, a proposito dell'annuncio saudita che le donne potranno entrare negli stadi, anche se solo dal 2018 e accompagnate da parenti maschi.

Anche le donne iraniane non possono entrare negli stadi, non per legge ma ufficialmente solo per evitare loro la vicinanza di tifoserie maschili dai modi generalmente molto volgari.

Si tratta, secondo Keyhan, di una manovra propagandistica e «ridicola» da parte della dinastia saudita, perché questa, «come nel Medioevo, reprime duramente l'opposizione». In particolare, aggiunge, nelle aree sciite del Paese, dove i leader religiosi sono arrestati o condannati a morte - come il popolare imam Nirm al Nimr, decapitato nel gennaio 2016 - e la gente vive «nelle peggiori condizioni di povertà».

«Recentemente - accusa ancora il quotidiano - due villaggi in Arabia Saudita sono stati distrutti» e 15 mila yemeniti, fra cui 2'000 bambini, sono stati uccisi dalle bombe della coalizione guidata da Riad. Inoltre, l'Isis è cresciuto nella regione con finanziamenti sauditi, e decine di esempi di questo tipo mostrano come i sauditi non abbiano alcun rapporto con il 21esio secolo».

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