Keystone
STATI UNITI
27.05.2017 - 16:450

Crimine informatico, non solo WannaCry

I ransomware, virus che bloccano i dispositivi, sono più che triplicati nei primi tre mesi del 2017

L'attacco mondiale con il virus WannaCry ha sicuramente ha avuto un effetto domino sugli utenti colpiti, ma anche il merito di aumentare la consapevolezza riguardo i 'ransomware'. Si chiamano così i virus che colpiscono i dispositivi, bloccandoli, e i cybercriminali chiedono poi un riscatto per 'liberare' i dati.

La diffusione del 'ransomware' sembra oggi inarrestabile. Secondo un rapporto di Kaspersky Lab, nei primi mesi del 2017 il numero di 'ransomware mobile', cioè quelli che colpiscono in particolare i dispositivi come smartphone e tablet, è più che triplicato (3,5 volte). Quelli rilevati durante il primo trimestre dell'anno hanno infatti raggiunto il numero di 218.625, rispetto ai 61.832 del trimestre precedente.

«Le minacce sono sensibilmente aumentate con nuove famiglie e varianti di 'ransomware' che continuano a proliferare. È importante tenere a mente che gli hacker possono, e lo faranno sempre di più, cercare di bloccare l'accesso ai dati non solo sui PC ma anche sui dispositivi mobili», ha commentato Morten Lehn, manager di Kaspersky Lab.

Secondo la ricerca, gli Stati Uniti sono stati il paese più colpito dai ransomware mobile. Più in generale durante il primo trimestre 2017 sono state individuate in totale 55.679 nuove varianti di ransomware Windows, quasi il doppio rispetto al quarto trimestre del 2016 (29.450).

Il ransomware più diffuso resta il Trojan-Ransom.AndroidOS.Fusob.h che ha colpito circa il 45% degli utenti attaccati durante il periodo d'indagine. Una volta attivato diventa amministratore del dispositivo, ne raccoglie le informazioni contenute, incluse le coordinate Gps e la cronologia delle chiamate, caricando i dati su un server dannoso. E c'è anche quello della 'famiglia' Congur che agisce in questo modo: imposta o modifica il Pin del dispositivo permettendo ai criminali di diventarne 'amministratori'.

Tra i dati significativi contenuti nel rapporto c'è questo di natura economica: sono stati registrati tentativi di infezione da parte di malware con l'obiettivo di rubare denaro attraverso l'accesso online ai conti bancari su 288.000 computer degli utenti.

Le raccomandazioni sono sempre le stesse. Effettuare regolarmente una scansione di sistema per controllare possibili infezioni; prestare attenzione quando si è online a non inserire informazioni personali su siti web ritenuti insicuri o sospetti; eseguire il back up delle informazioni più importanti.

 

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