Dal Mondo
08.05.2000 - 13:020
Aggiornamento : 13.10.2014 - 13:46

REGIO INSUBRIA: Assolto Omati dall'accusa di finanziamento illecito ai partiti.

I Giudici di Milano hanno fatto cadere ogni imputazione per intervenuta prescrizione.

Campione d'Italia. Dopo 8 anni il Tribunale di Milano ha mandato assolti tutti gli imputati che ancora dovevano rispondere della supermazzetta che sarebbe stata pagata ad inizio anni ’90 per la costruzione del nuovo ospedale di Lecco. Sul banco degli imputati c’era anche l’ex Presidente del Casinò di Campione d’Italia, Giampiero Omati che esce a testa alta dalla vicenda, ma grazie alla prescrizione dei reati. Omati era accusato di finanziamento illecito ai partiti. Sempre grazie alla prescrizione sono stati assolti anche l’ex Parlamentare socialista lecchese, Pierluigi Polverari e il recordman degli avvisi di garanzia, Severino Citaristi, all’epoca Segretario regionale dello scudocrociato. Per Polverari e Citaristi i Giudici hanno decretato, invece, l’assoluzione con la formula più ampia (ovvero per non aver commesso il fatto) dall’accusa di corruzione. Con tutta probabilità la Procura di Milano farà ricorso in appello. Una vicenda che risale ad inizio anni ’90 e che il 12 agosto del ’92 portò a 4 avvisi di garanzia che andarono a colpire, fra gli altri l’allora parlamentare lecchese del garofano, Pierluigi Polverari e il Senatore dello scudocrociato Cesare Golfari, deceduto qualche anno dopo, stroncato da un infarto mentre alla guida dell’utilitaria della figlia percorreva Corso Matteotti a castello di Lecco. Andò a schiantarsi contro un semaforo. Gli altri due avvisi raggiunsero Severino Citaristi (all’epoca Segretario Amministrativo regionale della “Balena bianca”) e il parlamentare bresciano Sergio Moroni che pochi giorni dopo si tolse la vita. A svelare il pagamento della mazzetta fu il costruttore Antonio Colombo che faceva parte della cordata di imprese che vinse l’appalto per la costruzione del nuovissimo nosocomio inaugurato il 5 febbraio scorso. Ma a portare ai magistrati il numero del conto corrente sul quale era stata depositata la superbustarella fu l’allora presidente del Casinò di Campione d’Italia, Giampiero Omati che si recò dai P.M. del pool “Mani Pulite” raccontando le modalità di pagamento della tangente. L’accordo sarebbe stato preso una sera durante una cena al ristorante Kalkerin di Garlate (Lecco) e prevedeva il versamento di una quota pari all’uno per cento sul valore complessivo dell’appalto. E se Polverari e Golfari hanno sempre professato la loro innocenza, per questa storia negli anni scorsi ci furono i primi patteggiamenti per gli imputati minori, mentre ora arriva la parte più importante del processo di Primo Grado. Omati svelò che la quota destinata alla Democrazia Cristiana di Lecco (di cui era Segretario Amministrativo) e che sarebbe servita per costruire la nuova sede lecchese del partito di via Mascari era stata depositata su un conto corrente acceso presso un istituto di Busto Arsizio intestato a suo nome. Poche ore dopo la sua “confessione” Omati presentò le dimissioni da tutte le sue cariche a partire da quella di Presidente del Casinò di Campione d’Italia. Per lui le accuse erano quelle di aver violato la Legge sul Finanziamento ai partiti.
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