ROMA
16.01.2008 - 09:160
Aggiornamento : 26.10.2014 - 10:55

Il Papa annulla la visita alla Sapienza e scoppia la bufera politica

ROMA - Benedetto XVI non andrà giovedì prossimo all'università di Roma 'La Sapienza'. E' quanto ha reso noto la sala stampa della Santa Sede con un comunicato ufficiale diffuso nel pomeriggio di oggi.

''A seguito delle ben note vicende di questi giorni - si legge nel testo del comunicato vaticano - in rapporto alla visita del Santo Padre all'Università degli Studi La Sapienza, che su invito del Rettore Magnifico avrebbe dovuto verificarsi giovedì 17 gennaio, si è ritenuto opportuno soprassedere all'evento''. ''Il Santo Padre - si conclude il testo - invierà, tuttavia, il previsto intervento''.

A quanto apprende l'ADNKRONOS, le ragioni di sicurezza, cioè dell'incolumità assoluta del Papa, alla fine hanno prevalso nella scelta definitiva compiuta dal Vaticano. Ma il Viminale precisa che le misure per garantire la ''piena sicurezza'' del Papain occasione dell'annunciata visita, erano state messe a punto questa mattina in sede di Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica. ''Alla riunione - rileva il Viminale - erano presenti il Rettore Guarini e alcuni responsabili della sicurezza del Vaticano''.

In mattinata padre Ciro Benedettini, vicedirettore della Sala stampa vaticana, aveva confermato la visita: ''Non esistono cambiamenti di programma'', aveva affermato Benedettini. E gli studenti, dopo aver occupato le Aule del Senato accademico, avevano ottenuto dal rettore Renato Guarini di poter manifestare all'interno della Città universitaria il proprio dissenso alla visita di Papa Ratzinger.

''E' una magnifica vittoria di tutti i collettivi universitari e degli studenti che in questi giorni si sono radicalmente opposti alla visita del Papa per l'inaugurazione dell'Anno Accademico alla 'Sapienza''', dichiara all'agenzia italiana ADNKRONOS Giorgio, del Coordinamento dei Collettivi della Sapienza.

Gli studenti, riuniti in assemblea, racconta ancora Giorgio, hanno accolto la notizia con applausi, baci, abbracci e grida di giubilo. ''Questa rinuncia - sottolinea- è una vittoria dell'idea che gli studenti hanno dell'Università, di un'Università pubblica e laica, e di un sapere libero e di una ricerca libera, non dettata da ingerenze religiose. E' -ribadisce- la vittoria della ragione sulla fede''.

A chi li accusa di aver di fatto impedito di parlare al Pontefice risponde: ''non abbiamo negato la possibilità di parlare, l'avemmo fatto entrare e tenere il suo discorso. Ma il Papa non veniva a portere un saluto alla comunità accademica ma a tenere il discorso conclusivo dell'inaugurazione dell'Anno Accademico, come capo di uno stato estero, come capo della Chiesa. Non si tratta di censura -c onclude - ma di rispetto per i luoghi e i ruoli. Loro hanno i loro luoghi di culto, l'Università è un luogo pubblico e laico''.

Amareggiato invece il Rettore della 'Sapienza' Renato Guarini: ''Apprendo della decisione della Santa Sede e la rispetto, anche se con rammarico. L'incontro con il Pontefice poteva rappresentare un momento importante di riflessione per credenti e non credenti su problemi etici e civili, quale l'impegno per l'abolizione della pena di morte, che sono la linfa vitale del nostro lavoro didattico e di ricerca''.

''L'ascolto della voce di uno studioso che ha scritto su temi del nostro tempo - sottolinea Guarini - sarebbe stato alimento per la libertà delle coscienze e per tutti coloro che si interrogano laicamente''. ''Benedetto XVI - conclude il Rettore - farà pervenire il testo del discorso che avrebbe pronunciato durante la cerimonia che sarà distribuito ai presenti''.

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