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Dal Mondo
07.12.2004 - 16:220
Aggiornamento : 13.10.2014 - 13:48

CN: bilaterali bis: accolta l'entrata in materia

BERNA - Il Consiglio nazionale è entrato nel merito questa mattina degli otto accordi bilaterali bis Svizzera-UE. L'UDC, che aveva combattuto l'entrata in materia sulla cooperazione statistica, sulla doppia imposizione degli ex funzionari dell'UE e su Schengen/Dublino, non è riuscita a imporsi.

La proposta di non entrata in materia su Schengen/Dublino è stata respinta con 121 voti contro 56 e 7 astenuti. Ben 49 deputati UDC hanno seguito la proposta in questo senso di Christoph Mörgeli (ZH). Hanno votato per l'entrata in materia solo quattro deputati dell'ala bernese e grigionese dell'UDC, mentre altri tre si sono astenuti.

La proposta di Marianne Huguenin (POP/VD) di rinviare l'accordo Schengen/Dublino al Consiglio federale è invece stata bocciata con 124 voti contro 21 e 37 astenuti. Le proposte di non entrata in materia sulla cooperazione statistica, sui programmi media Plus e media formazione, nonché sulla doppia imposizione degli ex funzionari UE residenti in Svizzera sono state respinte rispettivamente con 139 voti contro 38, con 139 voti contro 43 e con 136 voti contro 45.

La Camera del popolo ha invece accettato di esaminare tacitamente gli accordi sulla lotta contro la frode (in precedenza era stata bocciata, con 106 voti contro 56 e 1 astenuto, una mozione d'ordine UDC che proponeva di posticipare il dibattito su questo tema), sulla fiscalità del risparmio, sui prodotti agricoli trasformati e sulla partecipazione all'Agenzia europea dell'ambiente.

La consigliera federale Micheline Calmy-Rey ha rimproverato agli avversari degli accordi bilaterali bis di alimentare le paure della popolazione e di sfruttare il dibattito parlamentare in vista della consultazione popolare. L'UDC ha infatti annunciato l'intenzione di lanciare il referendum contro Schengen/Dublino.

I bilaterali II favoriscono la creazione di posti di lavoro e la sicurezza, ha proseguito la ministra degli esteri. Questi accordi settoriali regolano le nostre relazioni di "buon vicinato". "Non si tratta di un voto sull'Europa e non è in gioco il nostro destino", ha sottolineato Calmy-Rey, rispondendo alle argomentazioni del presidente dell'UDC Ueli Maurer.

Solo invettive?

Il presidente della Confederazione Joseph Deiss ha respinto le critiche circa il risultato pretestuosamente "insignificante" dei negoziati con l'UE. "In mancanza di argomenti validi - ha detto Deiss - l'UDC si è ridotta a lanciare invettive".

Deiss ha ribadito che "la Svizzera non ha sacrificato la propria sovranità, ma che ha urgente bisogno di intrattenere con il suo principale partner economico - l'UE - le migliori relazioni possibili". La Svizzera non sarà meno sicura con l'accordo Schengen/Dublino e l'intesa garantisce il segreto bancario, ha aggiunto.

Divergenze minime

La Camera del popolo ha seguito la Camera dei cantoni, ancorando nel decreto l'attuale effettivo di 2000 doganieri. Nelle mansioni di sicurezza delle guardie di confine, il Nazionale ha preferito il termine "collaborazione" con le polizie federale e cantonali al posto di "cooperazione". Nella legge sulle armi, approvata con 101 voti contro 72, ha mantenuto le agevolazioni decise dagli Stati in favore di cacciatori, tiratori e collezionisti che intendono acquistare un'arma.

Il Nazionale ha inoltre introdotto nella legge sull'asilo, con 92 voti contro 73, la possibilità per i richiedenti di depositare una seconda istanza in Svizzera. Dovranno comunque sussistere seri indizi secondo i quali i diritti garantiti dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (CEDU) sono violati nel paese di deposito della prima domanda.

L'Austria ha modificato il proprio diritto in questo senso in seguito a una sentenza della CEDU, ha fatto notare Micheline Calmy-Rey. Una minoranza guidata da Gerold Bührer (PLR/SH) temeva che i vantaggi dell'accordo di Dublino fossero così quasi azzerati.

Il Consiglio nazionale si occuperà domani della proposta dell'UDC di sottoporre l'accordo di Schengen al referendum obbligatorio. Esaminerà poi gli accordi rimanenti.



ATS
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