Dal Mondo
29.07.2000 - 20:400
Aggiornamento : 13.10.2014 - 13:46

REGIO INSUBRIA: "LINEARS4" si é rotta

La cometa è stata frantumata da un "bombardamento" solare non appena entrata nel "perielio".

VARESE. “Linear S4”, la cometa che in questi giorni ha attirato l’attenzione di moltissimi appassionati di astronomia e quant’altro per la possibilità di essere vista anche a occhio nudo, purtroppo, si è rotta le palle. Nel senso che si è frantumata. E, come noto, una cometa è chiamata, in sostanza, una grossa o più grosse palle di neve e ghiaccio sporca. Ma perché si è frantumata? E cosa ne consegue? Le conseguenze sono semplicissime: è diventato, praticamente, impossibile vederla senza essere dotati di sofisticate apparecchiature. Già lo era a causa delle non ottimali condizioni meteorologiche tanto che era necessario avere per le mani un binocolo o un cannocchiale. Adesso ci vorrà qualcosa in più e una buona cartina astrale per riuscire ad individuarla. Sul perché si è rotta abbiamo chiesto lumi alla Dr.ssa Alessandra Ribaldone del Centro Geofisico Prealpino “Campo dei Fiori” di Varese. “Il fenomeno - spiega l’esperta - si è verificato la notte di mercoledì scorso ed è stato registrato dall’Osservatorio delle Canarie. Tuttavia, a causa del cielo nuvoloso, soltanto ieri sera è stato possibile fotografarlo con le apparecchiature che possiede il nostro Centro varesino. Cosa è successo? Transitando alla distanza minima dal Sole “Linear S4” non ha retto alla violenta energia sprigionata dalla gigantesca palla di fuoco ed è “scoppiata” non appena entrata nel perielio, ovvero al giro di boa del Sole. Essendo una cometa fatta, sostanzialmente, da ghiaccio ha reagito allo stesso modo di un blocco di acqua ghiacciata appena tolta dal congelatore e messa nel forno alla massima temperatura. A questo punto – spiega ancora la Dr.ssa Ribaldone – il nucleo cometario non è più puntiforme stellare ma allungato a forma di “sigaro” e ha perso luminusità scendendo da Magnitudo 7 a Magnitudo 6. Inoltre ha perso una delle due code. Tutto sommato – aggiunge l’esperta – era prevedibile questo fenomeno in quanto già era stato registrato un “allungamento” esagerato del nucleo cometario. Attualmente la sua distanza dal Pianeta Terra non è ancora nota con esattezza anche se sappiamo che la sua massima vicinanza è stata registrata il 23 luglio (tre giorni prima che si rompesse), ovvero a 55 milioni di chilometri. La distanza minima dal Sole, invece, è stata rilevata mercoledì scorso a 114 milioni di chilometri proprio quando è avvenuta una sorta di “bombardamento” solare che l’ha mandata in frantumi. La stessa cosa era accaduta tempo fa anche con la cometa “Schummacher-Levi9" (dal nome degli scopritori, in numero significa che è la nona cometa che i due individuano) quando si “scontrò” con Giove. Va ricordato – conclude la Dr.ssa Ribaldone – che in questo periodo stiamo registrando la massima attività solare che si manifesta con un costante aumento delle temperature e delle macchie solari. Un fenomeno che, normalmente, avviene in media ogni 11 anni ma che solo il Centro Geofisico Campo dei Fiori di Varese ha già rilevato per ben due volte in poche settimane con due aurore boreali che non venivano registrate sin dal lontano 1953. La prima il 7 aprile, la seconda il 15 luglio scorso.
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