Dal Mondo
29.04.2002 - 09:040
Aggiornamento : 13.10.2014 - 13:47

Germania: strage Erfurt; lutto, lacrime e un eroe

BERLINO - La strage nel ginnasio Gutenberg ha stretto Erfurt nel lutto: in tre giorni la città ...

BERLINO - La strage nel ginnasio Gutenberg ha stretto Erfurt nel lutto: in tre giorni la città ha assistito alla violenza cieca di un folle, ha visto le lacrime di tanti politici accorsi e ha scoperto di avere nel suo seno un eroe.

A livello politico si è messo in moto intanto un acceso dibatitto su responsabilità e prevenzione, con relativo lancio di accuse. L´ipotesi di rafforzare le misure di sicurezza nelle scuole viene soppesata dai partiti, consci del peso che un tema come la sicurezza avrà sulle elezioni fra meno di cinque mesi.

Venerdì mattina, un ex studente del ginnasio Johann Gutenberg, Robert Steinhaeuser di 19 anni, espulso mesi addietro per avere presentato certificati falsi, è penetrato nella scuola mascherato con una tunica nera e ha aperto il fuoco puntando contro i professori: 13 insegnanti sono stati freddati, raggiunti in parte da colpi mirati alla testa. Con loro sono rimasti uccisi anche due studenti, una ragazza di 14 e un giovane di 15, colpiti accidentalmente, e un poliziotto: 17 i morti in tutto compreso l´autore della strage che si è suicidato.

Sgomento e incredulità a Erfurt e in Germania dove un massacro di queste dimensioni non si era mai verificato prima. "È la peggiore tragedia della storia della Turingia", aveva detto a caldo il premier del Land Bernhard Vogel. Ieri anche il cancelliere Gerhard Schroeder e la moglie Doris sono accorsi nel capoluogo della Turingia per partecipare il loro dolore. Hanno firmato il libro di condoglianze e partecipato alla messa del duomo. Davanti al portale della scuola, Doris, madre di una bambina, ha pianto. Visibilmente scosso anche il cancelliere.

Il dolore ha stretto però la città nella solidarietà: migliaia di persone si recano in pellegrinaggio davanti alla scuola depositando fiori o candele e consegnando a bigliettini affissi la loro disperazione e incredulità. La gente ha bisogno di parlare, di sentirsi vicina, di vegliare assieme: "Viviamo in uno stato di emergenza emotivo", racconta la madre di una studentessa di 13 anni scampata alla strage. Dopo la sua fuga, la figlia non vuole stare più sola un minuto. Per gli psicologi ci vorranno per tutti mesi prima di superare il trauma.

In quest´ora disperata la città ha però anche scoperto di avere un eroe: il professore di storia e arte Rainer Heise, che ha parlato a Steinhaeuser dopo la strage riuscendo a impedire così una tragedia ancora peggiore. Heise ha affrontato il ragazzo armato chiamadolo per nome e esortandolo a sparargli pure, purché lo guardasse dritto negli occhi. Robert ha allora abbassato la pistola dicendo: "adesso basta, Signor Heise". L´insegnante quindi lo ha spinto in un´aula chiudendolo a chiave ed è corso a chiamare soccorsi. Poco dopo il ragazzo si è sparato.


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