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07.05.2021 - 07:470

Un brindisi a tutte le mamme!

Ogni anno, la seconda domenica di maggio festeggiamo le nostre mamme – perché se lo meritano.

Ma la Festa della Mamma la dobbiamo a una madre ben precisa.

Domenica prossima, quando vedremo molta gente correre qua e là con mazzi di fiori, sarà la Festa della Mamma. Ma da dove viene questa ­ricorrenza? Le madri erano festeggiate già nell’antica Grecia. L’attuale giornata di festa è dovuta alla femminista americana Anna Marie Jarvis (1864-1948), che nel maggio 1907 organizzò una funzione religiosa per commemorare la madre defunta. Già un anno dopo fece ­ripetere il tutto in onore di tutte le mamme e nel 1914 la seconda domenica di maggio fu proclamata festa ufficiale negli Stati Uniti. Altri paesi seguirono l’esempio degli USA, ma il pensiero alla base della ­festa svanì rapidamente. I nazisti per esempio sfruttarono la giornata a fini propagandistici. In molti luoghi venne commercializzata e a fiutare l’affare furono soprattutto i fioristi. La signora Jarvis ne fu disgustata e cercò di abolire la ricorrenza – senza riuscirci. 

Ma anche se le casse lavorano a pieno regime per la Festa della ­Mamma: ringraziare la tua mamma è un bel gesto. Che non ha ­necessariamente bisogno di fiori.

Usanze nel mondo

Giappone
In Giappone, la Festa della Mamma nella forma odierna esiste solo dal dopoguerra a questa parte. Le mamme giapponesi amano ricevere garofani, una reminiscenza dei garofani bianchi che Anna Jarvis distribuiva alle mamme durante la funzione. Ma i garofani non dovrebbero mai essere bianchi, bensì rossi o rosa. Quelli bianchi sono riservati ai funerali. 

Serbia
Mondo alla rovescia in Serbia: i bambini si intrufolano nella camera della mamma e le legano i ­piedi. La «prigioniera» deve riscattare la propria libertà a suon di dolciumi. 

Etiopia
La data è determinata da madre natura: la Festa della Mamma si celebra infatti all’inizio della ­stagione delle piogge. Mentre le madri si spalmano del burro sul viso ballando, gli uomini intonano canti per omaggiarle.

 


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Gugelhopf alle fragole e al rabarbaro

Per 1 gugelhopf di 16 pezzi ci vogliono

  • 200 g burro, ammorbidito
  • 150 g zucchero di canna greggio a
  • grana grossa
  • ¼ di c.no sale
  • 1 c.no cardamomo in polvere
  • 4 uova
  • 150 g farina di spelta pura chiara
  • 150 g mandorle macinate e spellate
  • 1 c.no lievito in polvere
  • 200 g rabarbaro, a fette spesse ca. 1  cm
  • 250 g fragole, a dadini

  • 50 g rabarbaro, a pezzetti
  • 2 c. acqua
  • 100 g zucchero a velo


Per uno stampo per gugelhopf di ca. 2 litri, unto e infarinato


ECCO COME FARE

  1. Impasto: In una ciotola lavorare il burro con lo zucchero, il sale e il cardamomo. ­Aggiungere un uovo dopo l’altro e continuare a sbattere con la frusta dello sbattitore elettrico fino a ottenere un composto chiaro. Mescolare la farina con le mandorle e il lievito in polvere, quindi amalgamarla alla massa un po’ alla volta insieme al rabar­baro e alle fragole, infine versare nello ­stampo precedentemente preparato. 
  2. In forno: Cuocere per ca. 1 ora e 10  min. nella parte inferiore del forno preriscaldato a 180  °C. Sfornare, lasciar intiepidire, ­rivoltare su una griglia e fare raffreddare.
  3. Glassa: In un pentolino mescolare il ­rabarbaro e l’acqua, coprire e far sobbollire per ca. 5 minuti. Togliere il pentolino dal fuoco, coprire e lasciare riposare per ca. 15 minuti. Filtrare il liquido con un colino e versarlo in una ciotolina (se ne ottengono ca. 2  c.). Unire lo zucchero a velo e mescolare fino a ottenere una glassa densa. Distribuire la glassa sul gugelhopf e lasciare asciugare.

Questa e altre ricette su fooby.ch

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