L’atmosfera magica del Si-o-se Pol

Il Ponte dei 33 archi di Esfahan, in Iran, è una delle strutture architettoniche più affascinanti dell’Asia
ESFAHAN – “Esfahan è metà del mondo” recita un antico detto persiano che vuole sottolineare la bellezza di questa grande città iraniana, gemellata con l’italiana Firenze grazie alle sue bellezze architettoniche.
Tra queste c’è il Si-o-se Pol, il Ponte dei 33 archi, uno degli undici ponti della città, che sorge sopra le acque dello Zayanderud, il fiume che attraversa Esfahan.
Costruito tra il 1599 e il 1602, il ponte, lungo quasi 300 metri e largo 13, è ritenuto un classico esempio dell’architettura persiana nell’epoca in cui a regnare era la dinastia Safavidi, quella che impose la religione sciita come dottrina di Stato.
Un’opera affascinante e incredibilmente viva: sui basamenti sui quali si sorreggono gli archi, infatti, si trovano un gran numero di locali all’aperto, dove si può mangiare, bere il famoso tè persiano oppure fumare il Galyan, la versione iraniana del narghilè.




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