Monastero di Sumela, l’abbazia aggrappata alla montagna

La valle dell’Altindere, nella provincia di Trabzon, c’è uno degli edifici più spettacolari della Turchia
TRABZON – Spiagge da sogno, città incantate, ma non solo. La Turchia offre anche luoghi ricchi di mistero e fascino e, se si dovesse realizzare un’ideale classifica di questi posti, il monastero di Sumela sarebbe di sicuro al primo posto di questa graduatoria.
Punto principale di attrattiva del Parco Nazionale dell’Altindere, a circa 35 km dalla città di Trabzon, questo monastero è situato a 1200 metri d’altezza, su un dirupo a strapiombo su una valle incontaminata.
Una struttura imponente che sembra aggrappata quasi per magia alle rocce, spesso incastonata tra la nebbia della valle sottostante e il cielo quasi mai limpido. Un luogo che evoca le atmosfere del Signore degli Anelli di Tolkien o quella dei monasteri tibetani sull’Himalaya.
Secondo la leggenda, a costruirlo nel 386 sotto il regno di Teodosio I, sono stati due eremiti, Barnabas e Sophronius, che scoprirono in una grotta della montagna un’immagine della Vergine Maria e decisero di edificarvi attorno un monastero.
Il nome Sumela deriverebbe da melas, nero in greco, colore che si riferirebbe o al colore delle rocce, o alla carnagione della Vergine venerata nella grotta.
Nel corso dei secoli, il monastero è stato più volte distrutto e ricostruito, fino al 1491, quando il sultano Maometto II ordinò che non venisse mai più danneggiato.
Si tratta di una struttura architettonicamente complessa, che ospita una Chiesa, affrescata sia all’interno che all’esterno, diverse sale di studio, cappelle, cucine, un ostello, una biblioteca e una fonte miracolosa alla quale anche i musulmani hanno spesso fatto ricorso.
Oggi il monastero di Sumela è patrimonio dell’Unesco ed è possibile visitarlo grazie ad alcuni tour in partenza ogni giorno dalla città di Trabzon.




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