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L'OSPITE
18.02.2019 - 13:150
Aggiornamento : 27.02.2019 - 14:38

«La proposta di non andare a votare? L'ATAC poteva risparmiarsela»

Luca Frei, candidato al Gran Consiglio sulla lista “Partito Comunista e Indipendenti” Samuel Iembo, coordinatore della Gioventù Comunista

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Abbiamo preso atto del fatto che secondo l’Associazione Ticinese per l’Autonomia dei Comuni (ATAC) non si debba andare a votare alle elezioni cantonali di aprile. L’ATAC, infatti, sostiene che tutti i partiti politici presenti in parlamento, con eccezione di qualche deputato, si siano dimostrati incoerenti, applicando una falsa democrazia. Si tratta di una boutade che i membri dei municipi (a loro volta eletti) aderenti a questa associazione potevano anche risparmiarsi!

L’invito d’astensione al voto espresso da questi municipali è diretto particolarmente ai giovani. Come membri della Gioventù Comunista critichiamo fortemente questo pericoloso invito. Non votare, difatti, non porterebbe a niente se non a rafforzare il potere di alcuni partiti (i soliti e i più grandi) in parlamento, svuotando ulteriormente la democrazia e distaccando i giovani dalla politica. Questo tipo di pseudo-disobbedienza civile non è affatto una soluzione ai problemi della democrazia di questo Cantone. In un periodo storico come quello attuale, nel quale la partecipazione al voto, soprattutto da parte dei giovani, è a dei livelli drasticamente bassi, invitare la popolazione a non recarsi alle urne è un comportamento del tutto irresponsabile. Se davvero si vogliono ottenere dei cambiamenti, occorre votare per le reali alternative agli attuali partiti di maggioranza.

Rispetto alle lamentele espresse dall’associazione, legate all’autonomia dei comuni, ci teniamo inoltre a precisare alcuni aspetti. Il Comune rappresenta senz’altro l’istituzione più prossima al cittadino e, quanto a risorse e capacità operativa, dovrebbe sempre trovarsi nelle condizioni da poter rispondere ai bisogni della cittadinanza. Una tale autonomia, tuttavia, non può tradursi in alcun modo in una disparità dei servizi offerti dai diversi enti locali. Questi ultimi, infatti, dovrebbero disporre di determinati standard minimi e, laddove necessario, di un sostegno da parte del Cantone per poter assicurare tali servizi. L'autonomia comunale non dovrebbe venire insomma idealizzata, ma considerata piuttosto sulla base della possibilità effettiva di esercitarla per rispondere in maniera più efficace ai diversi bisogni della popolazione.

In ogni caso, le forze politiche maggiori si sono dimostrate ancora una volta nemiche dei reali interessi della popolazione. Lavoratori e studenti rimangono inascoltati e le loro condizioni peggiorano sempre di più. L’ATAC sostiene che l’unica soluzione possibile ai problemi del nostro Cantone siano i giovani e questo secondo noi è vero. I giovani sono gli unici che possono cambiare il futuro, perché loro stessi sono il futuro. Ma non è assentandosi dalle urne, che i giovani risolveranno i problemi, bensì informandosi e, come fanno i giovani presenti nel Partito Comunista, mettendosi in gioco e cercando di cambiare la società. Il nostro invito è dunque quello di andare a votare, e farlo per questo tipo di giovani che lavorano con umiltà e determinazione sul territorio.

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