Barbara Di Marco
LUGANO
14.04.2021 - 22:000

Lugano: natalità, politica sociale e scorciatoie elettorali

Barbara Di Marco, candidata lista MPS Municipio e Consiglio comunale di Lugano

Negli ultimi anni Lugano ha perso più di duemila abitanti e la tendenza non sembra arrestarsi. Le partenze superano di anno in anno gli arrivi, come anche i decessi superano le nascite. Durante la campagna elettorale di Lugano è uscita dal cappello la proposta del “babybonus”, analogamente a quanto esiste a livello cantonale (l’importo è di  3'000 franchi), a Lugano vengono proposti 500 franchi.

È evidente che non saranno i babybonus a convincere le persone ad avere un figlio. Forse non ci si rende conto che oggigiorno bisogna essere un po' pazzi, un po' incoscienti o molto ottimisti per mettere al mondo dei figli. Le certezze economiche, e in particolare i salari, continuano a diminuire e le condizioni lavorative a precarizzarsi. Viene spesso a mancare la fiducia nel futuro necessaria per mettere al mondo un figlio. Gli aiuti cantonali alle famiglie sono diminuiti negli ultimi anni e spesso si sentono notizie su come questi aiuti siano difficili da ottenere e con lunghi periodi di attesa. In altre parole: nemmeno questi aiuti hanno la forza d'invertire la tendenza demografica.

A Lugano, il municipale responsabile degli asili nido comunali, ha dichiarato di non condividere quanto affermato sul tema e in particolare sulla questione delle rette, pur riconoscendo che “Certo si può sempre migliorare”. Bisogna migliorare, e molto! Proprio perché gli asili nido comunali, cioè pubblici, applicano, contrariamente a quelli privati, una retta con tariffe in base al reddito, cosa importantissima per i salariati con redditi bassi.

Nei suoi asili nido comunali, Lugano attualmente mette a disposizione 85 posti a tempo pieno e altri 20 posti per una mezza giornata; si tratta di un’offerta nettamente insufficiente per rispondere alle richieste della popolazione. In particolare, tenendo conto che, soprattutto nel primo anno di vita, la chiave di cura è molto bassa: infatti un'operatrice/operatore non può occuparsi di molti bebè alla volta. È probabile che attualmente ci sia posto per circa 25 bebè (con meno di un anno) in tutte le strutture comunali, un numero molto basso se raffrontato alle 500 nascite annuali a Lugano. Anche con l'aggiunta della nuova struttura a Pregassona, i posti non saranno ancora sufficienti; una mancanza di posti che si è ulteriormente acutizzata a seguito del concordato Harmos che prevede l'ingresso alla scuola dell'infanzia per i bambini di 3 anni compiuti entro la fine di luglio. Così gli asili nido devono accogliere e seguire i bambini fino a quasi 4 anni. I costi degli asili nido privati restano elevati. Spesso coloro che vi devono ricorrere devono dedicare tutto il guadagno dell’attività del genitore così liberato dalla cura (naturalmente è quasi sempre la donna): il che, a termine, è un’operazione che non conviene.

Per questo appare necessario e urgente che gli asili nido pubblici siano fortemente sviluppati, che le tariffe siano abbassate e l’accesso esteso anche alle famiglie disoccupate/sottoccupate e quelle impegnate nel lavoro riproduttivo. Senza dimenticare che l’unica seria prospettiva è la cantonalizzazione degli asili nido, per togliere alla logica del profitto (che spesso conduce agli abusi) un settore decisivo per la crescita, la prima socializzazione e la formazione dei nostri figli.

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