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LOCARNO
04.04.2016 - 22:500

Aumentano i posti di lavoro ma peggiora la disoccupazione, come mai?

I Verdi del Locarnese

LOCARNO - Sono aumentati in Ticino, ma anche a Locarno i posti di lavoro e le aziende, ma come mai la situazione a livello di disoccupazione, sottoccupazione e assistenza peggiora ?

Lo studio Supsi sui beneficiari dell'assistenza nel Locarnese, pubblicato oggi, conferma quanto già era stato rilevato lo scorso anno: a Locarno i casi di persone in assistenza sono aumentati del 55,7% in otto anni e le spese per il comune del 139,9%.

Oltre alla famiglie monoparentali, ci sono sempre più persone disoccupate o sottoccupate (cioè che hanno un lavoro a tempo parziale o precario e vorrebbero aumentare la percentuale di occupazione) che devono ricorrere agli aiuti pubblici per poter arrivare a fine mese.

La sezione locale del PLR adesso assicura che intende battersi per il rilancio dell'occupazione e ha ragione il sindaco Alain Scherrer di affermare che “il lavoro è premessa di dignità, identità, libertà, vita, e per questo va favorito e considerato una priorità politica", non dimentichiamo però che negli ultimi otto anni sulla poltrona di sindaco c'era proprio un esponente PLR e che il lavoro avrebbe dovuto essere una priorità già allora, senza aspettare che si rendesse pubblica l'esplosione dei casi di assistenza. 

Nel programma di legislatura 2012-2016 il PLR era più preoccupato di aumentare il gettito fiscale attirando nuovi insediamenti garantendo che avrebbero creato "lavoro e benessere, non solo materiale". Una previsione che si è rivelata del tutto infondata.

I 150'000 metri quadrati di terreno della città nella Zona industriale di interesse cantonale situata sul Piano di Magadino sono ormai occupati da attività che di Hi-tech hanno ben poco e che non hanno certo creato posti di lavoro di qualità per la manodopera residente.

 

E non servirà neppure estendere la zona industriale, come prometteva già in occasione delle elezioni comunali del 2012 il vicesindaco Paolo Caroni (PPD). Senza imporre criteri qualitativi chiari, primi fra tutti salari dignitosi che permettano di vivere in Ticino, la città continuerà ad attirare imprese a basso valore aggiunto o imprese Hi-tech ma con retribuzioni talmente basse da escludere totalmente i residenti, come la tristemente famosa Pramac. L'unico risultato che otterremmo è un aumento del traffico, dell'inquinamento e un ulteriore spreco di territorio, insomma l'esatto contrario di quel "lavoro e benessere, non solo materiale" che ci hanno promesso quattro anni fa.

Negli ultimi due anni bisogna ammetterlo, che c’è stata una lieve inversione di tendenza con un aumento del gettito fiscale a Locarno, grazie al contributo della fascia di reddito medio alta, che ha permesso di recuperare quanto perso dalla diminuzione di introiti delle persone giuridiche .

La città polo offre servizi che altri comuni non concedono, attirando così anche persone in stato di precarietà. Locarno è solidale, ma per poter continuare a sostenere chi è nel bisogno, occorre investire in progetti e approntare scelte che migliorino la qualità di vita, poiché con l’apertura di Alptransit, grazie alla velocità di spostamento, ad esempio tra Locarno e Lugano, saranno in molti a scegliere la nostra città per stabilirsi, anche lavorando altrove, e accrescendo così il gettito fiscale.


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