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Foto Tipress / Benedetto Galli
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CANTONE
22.03.2015 - 09:500
Aggiornamento : 10.01.2018 - 10:20

"Questa sera noi decidiamo la nostra sconfitta o la nostra vittoria"

Festa "Azzurrissima" sabato sera al mercato coperto di Mendrisio. Il presidente Giovanni Jelmini agli 800 presenti: "Il raddoppio è difficile, ma non impossibile"

MENDRISIO - Sabato sera la festa è stata "azzurrissima". Al Mercato coperto di Mendrisio si è tenuta l'ultima chiamata alla riscossa. A scuotere gli animi degli 800 convenuti da tutto il Cantone, tra cui l'ex presidente della Confederazione, Flavio Cotti, è stato il presidente del Partito Popolare Democratico Giovanni Jelmini che, alla fine del suo discorso, è riuscito a conquistarsi la standing ovation.

Scroscianti gli applausi per un intervento che ricorda quello di un allenatore di calcio prima di una finale mondiale. Un presidente che, dopo la sconfitta personale di quattro anni fa alla corsa al Consiglio di Stato contro Paolo Beltraminelli, sabato sera ha esortato i suoi a crederci. Alle elezioni cantonali mancano solamente 28 giorni. E Jelmini è stato chiaro: "Noi confermeremo Beltraminelli, ma attenzione, vi piaccia o non vi piaccia, faremo il possibile e anche l'impossibile per rafforzare la nostra presenza in Consiglio di Stato. Per recuperare il seggio che abbiamo perso nel 1995". Sono passati 20 anni da quando Renzo Respini venne sostituito dal giovane leghista Marco Borradori, allora 35enne, al Dipartimento del territorio. Jelmini crede nel miracolo: "Questa sera noi decidiamo la nostra sconfitta o la nostra vittoria. La nostra lista è in assoluto la più forte che in Ticino si poteva avere".

E guai a chi dice che Fabio Regazzi sia stato messo in lista da Giovanni Jelmini per fare lo sgambetto al Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli e vendicarsi così della sconfitta subita quattro anni fa. "Chi lo sostiene dice una sciocchezza", ha dichiarato Jelmini che ha speso grandi parole di stima e di affetto nei confronti di tutti e cinque i candidati al Consiglio di Stato. A cominciare da Paolo Beltraminelli, a cui sono stati fatti i complimenti "per la conduzione con ottimi risultati del Dipartimento Sanità e Socialità, molto difficile da gestire anche perché è stato amministrato per oltre 50 anni dal Partito socialista con un modello di stampo statalista".

A Fiorenzo Dadò Jelmini ha riconosciuto "il suo coraggio nelle sue prese di posizioni", tra cui quella critica sull'invito al festival del film di Locarno al regista Roman Polanski contro cui ha avuto "la cosiddetta intellighenzia ticinese". Il consigliere nazionale Fabio Regazzi ("considerato da tutti uno dei migliori deputati ticinesi che abbiamo a Berna") è stato definito "un vero e proprio centravanti sia sul campo di calcio che nell'arena politica", mentre la giovane "bella e affascinante presenza femminile" Sabrina Gendotti "si è meritata il titolo di lady di ferro del Partito Popolare Democratico". Infine i complimenti sono andati a Giorgio Fonio, "giovane emergente che con la sua intuizione, la sua simpatia e la sua grande capacità comunicativa riesce a mettere in difficoltà qualsiasi avversario politico, Bertoli compreso, e non solo i maggiorenti del comune di Chiasso".

Il raddoppio è impresa è ardua, se non disperata. Giovanni Jelmini, nel concludere il suo discorso, ha preso in prestito una frase celebre dello scrittore statunitense Mark Twain, morto 105 anni fa: "Tra vent'anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l'ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite".

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