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16.01.2002 - 17:370
Aggiornamento : 13.10.2014 - 13:46

CURIOSITA': Maria non era una vergine

Lo sostengono i «Rotoli del Mar Morto», databili tra il 250 a.C. e il 70 d.C. pubblicati a fine gennaio da parte della Oxford University Press.

LONDRA - A fine gennaio comincerà la pubblicazione integrale dei «Rotoli del Mar Morto», databili tra il 250 a.C. e il 70 d.C., da parte della Oxford University Press. Lo ha annunciato un portavoce della prestigiosa casa editrice dell'università inglese, precisando che sono previsti 37 volumi complessivi, che daranno conto del ritrovamento di 15mila papiri scoperti a partire dal 1947 nelle grotte di Qumran, antico centro dell'odierna Cisgiordania. Direttore del progetto editoriale sarà Emmanuel Tov, professore di ebraico all'Università di Gerusalemme e uno dei massimi esperti dei manoscritti di carattere biblico redatti dagli Esseni, una setta di monaci vissuta a Qumran tra il terzo secolo a.C. e il primo d.C.

«L'imminente pubblicazione integrale dei Rotoli del Mar Morto cambierà molte delle nostre conoscenze sulla Bibbia e con molta probabilità costringerà a riscrivere intere parti delle Sacre Scritture», ha anticipato il professor Geza Vermes, uno specialista di greco e aramaico che ha passato quasi mezzo secolo a studiare i documenti scoperti nelle grotte di Qumran. Tra i «punti fondamentali» che susciteranno maggiori controversie ci saranno i passi in cui i papiri scritti dagli Esseni riportano testi che hanno «straordinarie somiglianze» con i perduti testi originali dei Vangeli, azzarda Vermes, direttore del Centro studi su Qumran di Oxford. Il professor Vermes ne cita uno per tutti: la versione greca del Nuovo Testamento afferma che Cristo nacque da Maria Vergine, ma i manoscritti del Mar Morto «rivelano che si tratta di un errore di traduzione: la versione originale ebrea del primo Vangelo avrebbe usato semplicemente la dizione di 'giovane donna', senza accennare ad una vergine».

Gli studiosi dell'Università di Oxford che da anni esaminano i 'Rotoli del Mar Mortò hanno scoperto numerose differenze tra la versione corrente della Bibbia e quella ricopiata dagli amanuensi della comunità monastica di Qumran oltre duemila anni fa. Discrepanze, errori, contraddizioni e ripetizioni sono state registrate nei primi libri dell'Antico Testamento: Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio. I manoscritti riportano poi diverse versioni dei libri dell'Esodo, dei Numeri e dei Salmi. «Ce n'è abbastanza per dar luogo a nuove interpretazioni e infinite discussioni», commenta Vermes.

Nelle grotte vicino a Qumran, a una ventina di chilometri da Gerico, furono scoperti nel 1947 (ma i ritrovamenti andarono avanti fino al 1956) i primi dei cosiddetti 'Rotoli del Mar Mortò, il cui contenuto è stato suddiviso dagli specialisti in quattro gruppi: testi relativi alla Bibbia ebraica, testi apocrifi dell'Antico Testamento, testi degli Esseni del monastero di Qumran, commenti biblici, liturgie e testi astrologici. La tanto attesa pubblicazione integrale dei manoscritti sarà supervisionata dall'Autorità israeliana alle antichità, che formalmente detiene la proprietà dei preziosi reperti archeologici.

La parziale segretezza sui «Rotoli del Mar Morto» ha suscitato nel corso del tempo aspre polemiche. L'impossibilità degli studiosi di leggere completamente i rotoli di Qumran ha fatto sorgere le ipotesi più svariate e fantasiose, come quella - da parte di alcuni biblisti cattolici - di un veto alla pubblicazione integrale per impedire che venissero alla luce prove inconfutabili sulla storicità dei Vangeli. Adesso, alla vigilia dell'uscita della grande impresa editoriale della Oxford University Press, con il patrocinio dell'Israel Antiquities Authority, cominciano ad uscire le prime rivelazioni sulle «scioccanti» sorprese che conterrebbero i 'Rotolì a proposito della vita di Cristo.

ATS/RED

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Ultimo aggiornamento: 2019-10-22 01:29:22 | 91.208.130.87