ANDREA MACCHIA
"Metamorphosis" sabato e Luca Argentero domenica per LuganoInScena.
LUGANO
24.10.2019 - 06:000

Melodia, danza e tre miti dello sport al Lac

Sabato “Metamorphosis” con l'Osi e la Compagnia Virgilio Sieni, domenica “È questa la vita che sognavo da bambino?” con Luca Argentero

LUGANO - Si snodano tra musica, danza e teatro i prossimi appuntamenti della rassegna LuganoInScena.

La danza contemporanea e la grande musica saranno le assolute protagoniste sabato 26 ottobre alle 20.30. L’Orchestra della Svizzera italiana, diretta da Francesco Bossaglia, accompagna i danzatori della Compagnia Virgilio Sieni in “Metamorphosis”, la nuova creazione del coreografo toscano che torna a Lugano dopo “La mer”. 

La coreografia si adagia su celebri pagine musicali di Arvo Pärt, uno dei più grandi musicisti viventi, eseguite dal vivo dall’Osi “in buca”, alcune in prima esecuzione svizzera. Il compositore estone Pärt è autore capace di uno stile incisivo e mai banale che coinvolge l’ascoltatore nel profondo con sonorità essenziali, armonie semplici, melodie fluide, ritmi tranquillizzanti e silenzi.
In Metamorphosis, lavoro ispirato all’opera del poeta Ovidio, i danzatori costruiscono una meditazione sull’infinito del gesto, sulla pulsazione continua di avvenimenti, incontri fiabeschi originati ogni volta dall’addentrarsi in uno spazio boschivo.

Invece domenica 27 alle 20.30 Luca Argentero ci racconta in “È questa la vita che sognavo da bambino?” le storie di tre sportivi che hanno lasciato un segno profondo nella società, nella storia e nella loro disciplina : Luisin Malabrocca, Walter Bonatti e Alberto Tomba.

Malabrocca, “l’inventore” della Maglia Nera, fu il ciclista che nel primo Giro d’Italia dopo la guerra si rese conto che arrivare ultimo, in una Italia devastata come quella del 1946, sollecitava la solidarietà umana: le persone infatti gli regalavano salami, formaggi e olio. Walter Bonatti, alpinista che arrivò a sfiorare la vetta del terribile K2, scoprì a sue spese che la minaccia più grande per l’uomo è l’uomo stesso; la grande delusione di quella avventura lo spinse a mettersi alla prova in nuove sfide in solitaria, a realizzare scalate impossibili e a viaggiare in tutto il mondo. Alberto Tomba, con la sua leggerezza nella vita e aggressività sulla pista, si è fatto conoscere in tutto il mondo e ha unito nel tifo l'intera l'Italia.

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