Keystone
FRANCIA
15.05.2018 - 14:040

«Per quanto riguarda il razzismo non è che voi siate messi poi meglio di noi»

Parola di Spike Lee al festival di Cannes che non si è risparmiato anche una frecciatina a Trump sui fatti di Charlottesville

CANNES - Alza solo una volta il pugno chiuso rivolto a un giornalista, ma Spike Lee, da sempre difensore dei diritti dei neri, ha parole dure per Donald Trump (che non chiama mai per nome, ma solo evoca con «quel figlio di... che sta alla Casa Bianca») e, a fine conferenza stampa di BlacKkKlansman, passato oggi in concorso al Festival di Cannes, fa riferimento all'Europa.

«Non è che voi siete messi meglio, basti pensare a come trattate arabi e migranti. Il razzismo - ribadisce più volte il regista di Fa' la cosa giusta - è un fenomeno mondiale. E questo film ha solo la voglia di far aprire gli occhi alla gente».

Il film racconta la storia di Ron Stallworth (interpretato da John David Washington e Adam Driver allo stesso tempo), poliziotto afroamericano che negli anni '70 si infiltrò nel Ku Klux Klan di Colorado Springs e, ingannando il Grand Wizard David Duke (Topher Grace), riuscì a salire di grado fino ai vertici locali.

Un film ancora attuale, spiega il regista a Cannes: «Mentre stavo girando, la scorsa estate, alla Cnn ho visto quello che era successo alla manifestazione di Charlottesville, gli scontri tra Ku Klux Klan e antirazzisti che ha fatto tanti feriti e una vittima: l'antirazzista 32enne Heather Heyer».

E così, non a caso, BlacKkKlansman non solo si chiude con immagini di repertorio di quella tragedia («le ho avute chiedendo il permesso alla madre della vittima»), ma uscirà anche negli States il 10 agosto, a un anno esatto dall'inizio del processo al ventenne James Fields Jr. che con la sua auto si schiantò sulla manifestazione antirazzista uccidendo la Heyer.

«Anche in quell'occasione 'quel figlio di...' non ha preso posizione, non ha speso una parola (Trump parlò di buoni e cattivi dall'una e dall'altra parte, ndr)».

«Quella scena dell'investimento a Charlottesville - ammette Spike Lee stamani - è orribile, dura, ma andava messa nel film. Ma cosa dire poi del mio Paese - aggiunge -, l'America nasce con il genocidio dei nativi americani e con la schiavitù».

Questo film, dice ancora Spike Lee, «andava comunque fatto. E questo per dare una speranza alla gente che le cose possano cambiare, per aprire loro gli occhi. BlacKkKlansman non vuole dare una risposta, ma creare una discussione sul razzismo, un problema mondiale»

Spike Lee è poco ottimista, infine, sulla possibilità che le elezioni di medio termine autunnali negli States possano cambiare qualcosa: «Anche se uccidessero la gente sulla quinta strada, lo voterebbero lo stesso».

Commenti
 
Tags
film
spike
spike lee
lee
razzismo
cannes
gente
charlottesville
trump
blackkklansman
Copyright © 1997-2018 TicinOnline SA - Tutti i diritti riservati
IMPRESSUM - DISCLAIMER - SEGNALACI - POLICY - COMPANY PAGES

Ultimo aggiornamento: 2018-07-22 06:39:15 | 91.208.130.87