LOCARNO
06.08.2017 - 11:290

Zidane e Materazzi in versione mistica

Quando una finale della Coppa del mondo trascende il calcio: “Nazidanie” è un film russo fuori concorso presentato in prima mondiale al Locarno Festival

LOCARNO - Preparatevi ad affondare nella vostra poltroncina per quasi tre ore (il film dura 148 minuti). E lasciatevi trasportare dalla voce baritonale di Boris Yukhananov che, oltre ad aver diretto il film con Aleksandr Shein, è l’appassionato narratore delle immagini che scorrono davanti ai vostri occhi. Tutto parte dalla finale della Coppa del mondo del 2006 tra Italia e Francia.

Scoprirete Zinedine Zidane che si trasforma in una sorta di minotauro, specularmente a Marco Materazzi, descritto come il “macellaio di Lecce”, che nel libro “Una vita da guerriero” racconta la sua storia. Il primo assume le sembianze di un vichingo, al secondo spuntano le ali di angelo protettore, per poi tornare ad essere toro inferocito. Zidane dice di sentire delle voci, mentre Materazzi attribuisce a forze soprannaturali un salto particolarmente ben riuscito che gli ha permesso di segnare un goal.

Zidane e Materazzi oltre il campo di calcio, si alternano su sfondi figurativi, dalla selvaggia savana all’idilliaco Eden. Passaggi ritmati che rafforzano la dimensione mistico-trascendentale che gli autori di “Nazidanie” hanno voluto imprimere a un film davvero singolare, senza rinunciare a una liberatoria dose di umorismo e a una lettura intelligente del mondo del calcio, dove la componente di irrazionalità e di esaltazione emotiva – tipica dei fenomeni di massa – è ben radicata.

Punto di partenza, dunque, l’ormai famigerata finale dei Mondiali di calcio 2006 tra Italia e Francia, che passerà alla storia per la testata di Zinedine Zidane contro Materazzi, in risposta ad una pesante provocazione verbale. In “Nazidanie” - parola che in russo significa lezione, sermone, ammonimento e che racchiude le lettere del nome e del cognome del fuoriclasse francese – questa finale viene raccontata sulla base di una ricerca documentale minuziosa e monumentale.

Ecco come Boris Yukhananov spiega l’idea del film: «Quando stavo guardando quella partita, seguita da 2,5 miliardi di persone in tutto il mondo, a un certo punto ho iniziato a leggerla, invece di soltanto osservarla. Un testo miracoloso e brillante si è subito svelato davanti a me. Ho sperimentato una sensazione mistica legata all’incredibile bellezza di eventi inaspettati: lo sviluppo del gioco stesso e gli sconvolgimenti che ne seguirono. Insomma, un’illuminazione». L’autore aggiunge ancora: «Mi ricordo di un incontro amichevole in tarda notte; non ho potuto resistere e ho cominciato a rivedere gli avvenimenti di quella partita come una storia straordinaria e ho visto la conferma di una grande possibilità di progetto, una sorta di grande romanzo televisivo».

Da quel momento è iniziato un immenso lavoro con una squadra di venti persone, con tantissimi consulenti (scrittori, storici, filosofi, teologi, giornalisti sportivi, esperti di media) e un’impressionante raccolta di analisi e di dati. Un lavoro titanico durato anni. E il cui risultato, portato sugli schermi di Locarno in assoluta anteprima (la versione commerciale sarà pronta per la primavera del 2018), è davvero avvincente e sorprendente.

Gli autori non si sono focalizzati unicamente sulla finale del 2006 e sul topico momento dello scontro tra i due calciatori – Zidane fu espulso e la Francia perse la finale – ma hanno anche condotto un’analisi approfondita di tutte le partite giocate dalle due Nazionali. Hanno inoltre studiato a fondo la vita dei due eroi e tutti gli eventi politici e sociali significativi che si sono prodotti in quel momento. E in quel 9 luglio 2006 di avvenimenti, al di là del calcio, ne sono successi!

La produzione di “Nazidanie” si è avvalsa anche dell’abilità di Alexander Vinogradov e Vladimir Dubossarsky, che hanno curato il collage di foto-video creato appositamente per illustrare la storia del Giardino dell'Eden. Ai collage sono state pure affiancate scene animate create sulla base di filmati per riflettere l'antica natura mitologica di questa storia. L'interpretazione degli eventi offerti da Boris Yukhananov e Alexander Shein, che ci regalano momento esilaranti, attrbuiscono al film una dimensione umanistica. Da qualche parte e a tratti anche in modo irriverente, gli autori vogliono dimostrare che i miracoli sono possibili anche in un mondo in cui non esistono più autorità morali in cui credere davvero. E perfino in un mondo caratterizzato dalla comunicazione globale e universale, ma dove le
persone non si ascoltano.

Leggiamo nelle note di produzione: «Nazidanie è una storia personale, la storia dell'esperienza di un uomo, lo spettatore di una partita di calcio, davanti ai cui occhi si presenta un miracolo quando si confronta con il significato nascosto di ciò che ha assistito. Il film è destinato non solo a servire la glorificazione del calcio, per rivelare il suo significato profondo e il suo ruolo nel mondo moderno, ma anche per attirare l'attenzione sulla bellezza di questo gioco».

Da vedere: venerdì 11 agosto, ore 16.15, La Sala; sabato 12 agosto, ore 10.30, L’altra Sala.

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Ultimo aggiornamento: 2018-07-16 06:24:50 | 91.208.130.87