Keystone
REGNO UNITO
12.05.2017 - 11:000
Aggiornamento : 17:03

Charlie Hunnam: «Io un sex symbol? È assurdo»

Abbiamo incontrato il giovane attore britannico che veste i panni del protagonista in "King Arthur - Il potere della spada", film diretto da Guy Ritchie da ieri nelle sale ticinesi

LONDRA - Dopo averlo visto recitare in “Pacific Rim” (2013) e “Crimson Peak” (2015) - pellicole entrambe dirette da Guillermo Del Toro -, così come in “Civiltà perduta” (di James Gray, 2016), da ieri Hunnam sul grande schermo è Re Artù.

Charlie, vieni spesso definito un sex symbol. Ti infastidisce?

«È assurdo. Per me un sex symbol conduce una vita nel lusso e beve champagne tutto il giorno. Io, al contrario, vivo una vita normale e vado a fare la spesa come tutti…».

È vero che per ottenere la parte di Re Artù hai dovuto “battere” la concorrenza?

«Sì. D’altra parte, per ottenere ciò che vuoi, in un modo o nell’altro devi  “combattere”. Quando ho fatto il provino ero piuttosto magro e Guy Ritchie cercava un Re Artù molto alto. Così un giorno gli ho detto: «Posso battermi con gli altri. E chi resta in piedi ottiene il ruolo». Questa mia proposta lo ha colpito e mi ha dato la parte».

E le lotte interiori, come le affronti?

«Nella vita possiamo andare incontro a tante delusioni e, talvolta, può essere anche molto doloroso. Ma chiunque può realizzare qualsiasi cosa: credere in sé stessi, però, è determinante...».

Re Artù è molto combattivo. Pensi di esserlo anche tu?

«Da piccolo ero molto timido, ma sono cresciuto in una zona dove la violenza era all’ordine del giorno. Il bambino più “tosto” della scuola era anche il più popolare. Qualche volta mi sono dovuto battere, ma non ero molto bravo a farlo. In un paio di occasioni le ho prese...».

Vuoi entrare nel dettaglio?

«Una volta mi sono trovato involontariamente nel mezzo di una rissa con altri sei ragazzi: un occhio mi era diventato così gonfio che non sono riuscito ad aprirlo per due settimane. Dopo questa esperienza, ho preferito tenermi alla larga da questo tipo di situazioni...».

Oggi come oggi, non sembra così facile batterti…

«Vado in palestra tre volte alla settimana, frequento un corso di arti marziali…».



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